
Dino Attanasio e l’eredità nel fumetto europeo
Il secondo dopoguerra segna l’avvio vero e proprio dell’attività fumettistica. Dopo le prime collaborazioni in Italia, anche con la Redazione Audace fondata da Gianluigi Bonelli, arriva il trasferimento decisivo in Belgio nel 1948. Qui l’autore viene assunto dalla World’s Press di Georges Troisfontaines e si inserisce rapidamente in un ambiente creativo di altissimo livello, lavorando accanto a figure come Eddy Paape, Victor Hubinon, Jean Graton, Jean-Michel Charlier, René Goscinny e Albert Uderzo. È in questo contesto che, nel 1958, nasce Il Signor Spaghetti, serie ideata insieme a Goscinny e diventata un piccolo classico capace di raccontare con ironia e sensibilità l’esperienza dell’emigrazione italiana in Europa. Pubblicata su Tintin, la serie conquista un pubblico vastissimo grazie a un equilibrio raro tra umorismo, osservazione sociale e chiarezza narrativa. Sempre per Tintin, l’autore raccoglie l’eredità di Franquin disegnando Modeste e Pompon ed è il primo a dare un volto a Bob Morane nella versione a fumetti. Nel 1968 crea Johnny Goodbye, poliziesco ambientato nell’America degli anni Trenta, ulteriore prova di una versatilità che gli ha permesso di attraversare generi e stili senza mai perdere riconoscibilità. Dino Attanasio, nato Edoardo “Dino” Attanasio a Milano l’8 maggio 1925, è stato e verrà ricordato come un protagonista discreto ma decisivo di una stagione irripetibile del fumetto europeo. Un’icona del suo tempo destinata a lasciare il segno ben oltre.