Lunga sosta in aperta campagna e condizioni a bordo
Dopo il blocco sui binari, il Frecciarossa 8824 è rimasto fermo in campagna per oltre cinque ore, in un tratto di linea privo di strutture di supporto e lontano dagli scali principali. Durante questo intervallo, la mancanza di alimentazione ha causato lo spegnimento degli impianti di bordo, con ripercussioni immediate sul comfort e sulla gestione dell’emergenza. La sospensione della corrente ha reso inutilizzabili i sistemi di ventilazione forzata e di climatizzazione. Nel giro di poco tempo, la temperatura all’interno delle carrozze è aumentata sensibilmente, soprattutto nelle zone più affollate. Per cercare di migliorare la circolazione dell’aria, il personale ha disposto l’apertura delle porte del convoglio, mantenendo però il divieto di discesa sui binari, in conformità alle norme di sicurezza ferroviaria che vietano ai passeggeri di muoversi lungo la linea in assenza di specifiche autorizzazioni e percorsi protetti.
Un ulteriore elemento di criticità è stato rappresentato dal blocco dei servizi igienici, che non potevano funzionare correttamente senza energia elettrica. Questo aspetto ha provocato notevoli disagi, in particolare per le persone più fragili, come anziani, bambini e viaggiatori con problemi di salute. A bordo erano presenti anche animali domestici, che hanno risentito delle condizioni di calore e affollamento, rendendo ancora più complessa la gestione delle esigenze di tutti. Per alleviare l’attesa, gli operatori hanno distribuito acqua e generi di conforto, cercando di mantenere un contatto costante con i passeggeri e di fornire aggiornamenti compatibili con le informazioni ricevute dal centro operativo. Nonostante questi interventi, la prolungata permanenza in uno spazio chiuso e privo di piena funzionalità ha causato affaticamento fisico e nervosismo, con una crescente richiesta di spiegazioni e di indicazioni sui tempi di ripresa del viaggio. Nel frattempo, dall’esterno sono state avviate le consuete procedure di messa in sicurezza della linea.

Arrivo a Foggia e fase di trasbordo dei passeggeri
Nel tardo pomeriggio, dopo ore di fermo in linea, il convoglio incidentato è stato trasferito fino alla stazione di Foggia. Una volta arrivato in banchina, è emersa fin da subito la necessità di procedere al trasbordo su altri treni, poiché il Frecciarossa 8824 non era più in condizioni di proseguire il servizio commerciale verso Milano a causa dei danni strutturali riportati alla cabina e ai pantografi. A questo punto, centinaia di viaggiatori si sono ritrovati sul marciapiede in attesa di indicazioni precise sul convoglio sostitutivo e sull’assegnazione dei posti. Secondo le ricostruzioni fornite dai passeggeri, l’organizzazione in stazione è apparsa inizialmente frammentata, con comunicazioni non sempre univoche e l’assenza di un chiaro punto di raccolta per ciascuna categoria di utenti.
Molti passeggeri, nel tentativo di recuperare parte del ritardo accumulato, si sono diretti verso il primo treno utile in partenza, il Frecciarossa 9808. Questa scelta ha creato situazioni di sovraffollamento, con persone in piedi nei corridoi e nei vestiboli, bagagli accatastati e difficoltà di movimento all’interno delle carrozze. Il personale di terra ha cercato di gestire i flussi con indicazioni verbali, ma l’elevato numero di utenti e l’urgenza di ripartire hanno reso complesso mantenere un ordine rigoroso. Un elemento evidenziato da chi era a bordo riguarda l’assenza di un tracciamento strutturato dei passeggeri riprotetti, sia in forma digitale che mediante sistemi manuali. Questo ha comportato incertezza sulla corretta riallocazione dei posti, sulla registrazione delle presenze e sull’effettiva destinazione assegnata a ciascun viaggiatore, con ripercussioni anche sui successivi incroci nelle stazioni successive.