
Nel cuore della notte, quando le case dovrebbero restare immerse nel silenzio e il sonno fa da scudo alle preoccupazioni, c’è chi si è svegliato di colpo. Prima un rumore cupo, come un colpo sordo che sale dal profondo. Poi quel tremore inconfondibile che attraversa i muri e si insinua nello stomaco, lasciando per qualche secondo la sensazione drammatica di non avere il controllo.
È successo ancora: una nuova sequenza di movimenti del terreno ha riportato ansia e interrogativi tra i residenti. In molti raccontano di aver percepito chiaramente i boati prima delle vibrazioni, un dettaglio che, nelle fasi più intense, si ripete con inquietante regolarità e rende l’attesa ancora più tesa.

Sciame sismico ai Campi Flegrei: la scossa più forte e i boati
Con i dati ufficiali, il quadro si è delineato: nell’area dei Campi Flegrei è stato registrato uno sciame sismico legato al fenomeno del bradisismo. L’evento principale è arrivato alle 3:02 della notte tra il 23 e il 24 giugno, con magnitudo 3.0 e un epicentro individuato nella zona della Solfatara di Pozzuoli.
Secondo quanto comunicato dall’Osservatorio Vesuviano dell’INGV, la scossa più intensa si è verificata a circa 3 chilometri di profondità. Un dato tecnico, ma che per chi era sveglio in quel momento si traduce in un’esperienza concreta: oggetti che vibrano, finestre che tremano, e quel suono improvviso che precede tutto e fa accelerare il respiro.
Le segnalazioni arrivate dai residenti parlano di un sisma avvertito in modo netto, proprio perché annunciato da quei boati che ormai accompagnano spesso le fasi di maggiore attività nell’area flegrea.

Seconda scossa e sequenza di eventi: cosa ha registrato l’INGV
Pochi minuti più tardi, alle 3:14, gli strumenti hanno rilevato un secondo terremoto, questa volta di magnitudo 2.1. L’Osservatorio Vesuviano ha spiegato che dalle 3:03 è in corso uno sciame sismico e che nelle prime ore sono stati individuati almeno sette eventi, con magnitudo massima pari a 3.0.
Numeri che raccontano una progressione, una serie ravvicinata di scosse che, anche quando non causano danni, riesce comunque a scuotere la quotidianità e a riaccendere la paura di chi vive in un territorio che da mesi convive con segnali costanti.
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