
Immersione alle Maldive, aperta un’inchiesta sulla tragedia
Con il recupero di tutte le salme si apre ora la fase più delicata dell’inchiesta. La Procura di Roma ha infatti aperto un fascicolo per omicidio colposo, con l’obiettivo di ricostruire nel dettaglio quanto accaduto durante l’immersione nella grotta di Alimathà.
Gli investigatori dovranno chiarire diversi aspetti tecnici e organizzativi dell’escursione subacquea. Una volta completato il rientro delle salme in Italia, i magistrati conferiranno gli incarichi per le autopsie e per una consulenza tecnica che analizzerà ogni fase dell’immersione, dalle condizioni ambientali alle autorizzazioni necessarie per affrontare una discesa così complessa.
Secondo quanto precisato dalle autorità di Malé, soltanto alcuni partecipanti risultavano in possesso dei permessi richiesti per immersioni a quelle profondità, mentre per il dive master non sarebbe stato previsto lo stesso obbligo autorizzativo. Un elemento che potrebbe diventare centrale nell’inchiesta italiana e negli accertamenti internazionali già avviati.
L’attenzione degli investigatori si concentra ora anche sulle condizioni della grotta sommersa, sulla pianificazione dell’escursione e sull’eventuale presenza di criticità nella gestione della sicurezza. Le immersioni speleosubacquee oltre i 50 metri richiedono infatti protocolli rigidissimi, esperienza avanzata e autorizzazioni specifiche, soprattutto in ambienti chiusi e ad alta complessità tecnica come quello di Alimathà.