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Kata scomparsa, che fine ha fatto? La rivelazione da brividi della madre

Kata scomparsa, cosa potrebbe essere successo?

Sulla natura della sparizione, la madre e gli esperti offrono teorie divergenti, ma entrambe inquietanti. Katherine Alvarez Vasquez è convinta che la chiave sia nella comunità che occupava l’edificio. “La mia idea, invece, è che mia figlia possa essere stata venduta da qualcuno dei rumeni che vivevano lì: conoscevano meglio di tutti lo stabile perché erano stati i primi ad abitarci,” ha dichiarato.

Un’ipotesi simile, seppur con un diverso sospettato, è avanzata dalla criminologa Stefania Santorini, consulente del papà di Kata (attualmente in carcere per altri reati). La dottoressa Santorini, pur scagionando la comunità rumena, propende per la tesi di una cessione piuttosto che un sequestro: “Io credo che la comunità rumena non c’entri, secondo me bisogna pensare a qualcuno vicino alla famiglia, qualcuno che conosceva bene l’ambiente e le abitudini. Questo caso, comunque, non lo considero un sequestro, ma una cessione: Kata, probabilmente, è stata venduta“. La criminologa ha anche sollevato critiche pesanti sulla gestione iniziale dell’emergenza. “Il problema è che fin dal principio le indagini sono state fatte un po’ a caso commettendo una serie di errori clamorosi,” ha spiegato, citando i ritardi nell’analisi dei borsoni sospetti e il sopralluogo approfondito effettuato solo 18 ore dopo la scomparsa, permettendo la contaminazione della scena del crimine.

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L’angoscia di una madre e l’appello per non dimenticare Kata

Nonostante il buio investigativo, la speranza di una madre non si spegne. Katherine si aggrappa anche a un sogno: “Ho visto Kata in sogno. Era in aperta campagna, tra gli alberi. Ho chiesto dove si trovasse di preciso e la donna che era con lei ha risposto: ‘Siamo vicino a Firenze'”. La fede, trovata nella chiesa evangelica, le dà la forza per andare avanti, soprattutto per l’altro figlio, Lenny, che oggi “frequenta la quinta elementare ma ha delle difficoltà dovute al trauma: balbetta, fa fatica a esprimersi ed è seguito da un neuropsichiatra”.

La Procura di Firenze, ora guidata dal nuovo capo Rosa Volpe, ha diffuso una foto di Kata rielaborata digitalmente per mostrare come potrebbe apparire oggi, a 7 anni, ma la madre non si riconosce nell’immagine: “Non la riconosco, non penso che sia cresciuta così tanto sussurra timidamente Katherine“. L’unica certezza è che il caso non deve essere dimenticato. “L’importante è che se ne parli, il caso di mia figlia non va dimenticato,” ha detto la madre, rivelando di aver inviato un messaggio al Papa sperando in un suo appello per ritrovare la bambina. L’incubo di Firenze continua a esigere una risposta.

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