Chiara Poggi e le ferite da difesa nella consulenza
Tra i punti affrontati nella nuova perizia vi sono anche le ferite da difesa rilevate sul corpo di Chiara Poggi. Per gli esperti, tali lesioni sarebbero compatibili con un tentativo della vittima di opporsi all’aggressore durante una colluttazione.
Questo aspetto contribuisce a delineare una dinamica nella quale la giovane avrebbe cercato di reagire alle violenze. La presenza delle ferite viene collegata alla successione dell’aggressione e agli spostamenti compiuti all’interno dell’abitazione di via Pascoli, dove avvenne il delitto.
La consulenza richiama inoltre elementi già emersi negli accertamenti condotti dai Ris, allora guidati dal colonnello Berti. Il riferimento riguarda in particolare la posizione di Chiara Poggi e i suoi movimenti nelle diverse fasi della violenza, aspetti che vengono riletti alla luce dell’analisi medico-legale più recente.
Gli esperti non si concentrano dunque soltanto sul momento del decesso. L’obiettivo della relazione è ricostruire, per quanto possibile, la progressione degli eventi che lo precedettero, considerando lesioni, reazioni della vittima e dati raccolti sulla scena del crimine.
Impronta della scarpa a Garlasco: il confronto con Andrea Sempio
La relazione esamina anche l’impronta di scarpa individuata sul luogo dell’omicidio, attribuita a una calzatura di taglia 42. È uno degli elementi che restano al vaglio nell’attuale inchiesta e che vengono confrontati con le informazioni disponibili su Andrea Sempio.
Sempio ha sempre dichiarato di calzare il numero 44. I consulenti, però, osservano che le dimensioni e la conformazione del piede possono modificarsi nel tempo, anche in relazione a un eventuale aumento di peso, con effetti soprattutto sulla larghezza e sul volume.
La considerazione non equivale a un’attribuzione dell’impronta. Nella consulenza viene infatti precisato che il solo dato relativo alla taglia della calzatura non è sufficiente per identificare chi abbia lasciato quella traccia né per stabilire una compatibilità certa con una persona specifica.
L’analisi della scarpa resta pertanto un tassello degli accertamenti sul delitto di Garlasco. Il suo valore viene valutato insieme ai rilievi scientifici, alle informazioni medico-legali e alla ricostruzione dei tempi dell’aggressione, senza che un singolo elemento possa assumere da solo carattere conclusivo.

La nuova ricostruzione della Procura di Pavia
La consulenza di Cristina Cattaneo e Biagio Eugenio Leone è stata depositata nella fase conclusiva delle indagini della Procura di Pavia su Andrea Sempio. Il documento aggiorna il quadro degli accertamenti e concentra l’attenzione su una possibile durata dell’aggressione sensibilmente maggiore rispetto alle valutazioni precedenti.
Al centro della nuova ricostruzione vi sono l’intervallo tra le prime lesioni e il decesso, le ferite da difesa, gli spostamenti di Chiara Poggi nell’abitazione e l’esame dell’impronta della scarpa. Sono aspetti distinti ma collegati, sui quali gli inquirenti fondano l’attuale analisi della scena del delitto.
Resta fermo il limite indicato dagli stessi consulenti: non è possibile stabilire in modo scientificamente preciso quanto tempo sia passato tra l’inizio dell’aggressione e la morte della ventiseienne. La fascia di 30-60 minuti rappresenta quindi una stima medico-legale e non una certezza cronologica.
La nuova perizia aggiunge comunque un elemento importante al caso che, dal 13 agosto 2007, continua a segnare profondamente la comunità di Garlasco. Saranno gli ulteriori sviluppi dell’inchiesta a definire il peso di queste valutazioni nel quadro complessivo del delitto di Chiara Poggi.
