
Il contesto: quindici giorni dopo l’omicidio di Federica Torzullo
Il decesso di Pasquale Carlomagno e Maria Messenio sarebbe avvenuto a circa quindici giorni dall’omicidio di Federica Torzullo e dal fermo del figlio Claudio Carlomagno. La sequenza temporale, e il collegamento familiare diretto con l’indagato, ha reso necessario un approfondimento puntuale per chiarire i passaggi che hanno preceduto l’estremo gesto.
Gli inquirenti, nel valutare le circostanze, tengono conto anche della posizione dei due coniugi nel procedimento. Fonti della procura hanno precisato che: «I coniugi Carlomagno non erano stati mai indagati, non c’era alcun dubbio sulla loro posizione». Nonostante ciò, secondo quanto riportato, erano previsti ulteriori accertamenti nei giorni successivi, nell’ambito della ricostruzione complessiva dei fatti.
Il viaggio a Roma e le conseguenze amministrative e lavorative
Stando a quanto riferito da Repubblica, prima di togliersi la vita i due coniugi avrebbero effettuato uno spostamento con il loro furgone in direzione Roma. Si tratta di un elemento che viene inserito nella ricostruzione delle ultime ore e che potrebbe aiutare a definire la sequenza di movimenti antecedenti al rientro ad Anguillara Sabazia.
Nello stesso quadro rientrano alcune circostanze personali e professionali. Maria Messenio, figura nota in ambito locale, avrebbe rassegnato le dimissioni dall’incarico di assessore alla sicurezza del Comune. Per quanto riguarda Pasquale Carlomagno, viene indicato come responsabile di un’azienda che si occupa di smaltimento terra, realtà nella quale il figlio Claudio risultava socio e contabile. Dopo l’arresto del figlio, l’impresa sarebbe stata sottoposta a sigilli.
La lettera al figlio minore e la richiesta di aiuto
Un passaggio ritenuto centrale nella ricostruzione riguarda la visita effettuata, prima del rientro in casa, nell’abitazione del figlio più giovane. Secondo quanto riportato, i genitori avrebbero lasciato una lettera. Gli hanno lasciato una lettera e poi erano andati via. Quando l’uomo l’ha letta, ha subito capito e ha chiamato la zia che viveva a breve distanza dalla villa dei genitori.
Da quanto ricostruito, lo scritto avrebbe contenuto un ultimo saluto e una spiegazione delle ragioni che li avrebbero spinti al gesto. Questi elementi vengono valutati dagli investigatori nell’ambito degli accertamenti complessivi, con l’obiettivo di confermare in modo documentale e cronologico le ultime azioni compiute dalla coppia.

Il passaggio del furgone e la versione fornita agli inquirenti
Tra i punti citati negli atti, viene richiamato anche quanto riportato nell’ordinanza del gip: le telecamere del villino di Claudio Carlomagno, dove Federica Torzullo sarebbe stata uccisa, avrebbero ripreso tra le 7.08 e le 7.17 del 9 gennaio un furgone Doblò con a bordo il padre Pasquale Carlomagno.
In base a quanto riferito, l’uomo avrebbe spiegato agli investigatori di essersi recato lì per chiedere le chiavi al figlio, non trovandolo in casa. Questo passaggio, inserito nel contesto degli accertamenti, viene riletto alla luce degli sviluppi successivi e del clima che si sarebbe determinato nel paese, con attenzione all’impatto mediatico e alle conseguenze personali per la famiglia.
I rapporti familiari e le dichiarazioni riportate dalla stampa
Il Corriere della Sera ha ricostruito alcuni aspetti dei rapporti tra Claudio Carlomagno e i genitori, descrivendoli come difficili. In questa ricostruzione, viene ricordato che il padre avrebbe inizialmente fornito, senza consapevolezza, un’indicazione che poteva funzionare come alibi, riferendo ai carabinieri che il figlio, la mattina della scomparsa di Federica, fosse al lavoro. Successivamente, l’attenzione investigativa si sarebbe concentrata anche su Pasquale e sulla moglie, alimentando voci e discussioni nell’ambito della comunità locale.
Secondo la stessa ricostruzione, Maria Messenio avrebbe accompagnato il figlio in procura per denunciare la scomparsa della moglie. In quel contesto, la donna avrebbe espresso un quadro di distanza familiare, riportando al procuratore Alberto Liguori: «Da quattro anni abbiamo quasi interrotto ogni rapporto con lui». E ancora: «La sua nuova famiglia è quella dei suoceri, a cui è legatissimo».
Una vicenda che continua a scuotere la comunità
L’insieme degli eventi — l’omicidio di Federica Torzullo, il fermo e la confessione di Claudio Carlomagno, quindi il ritrovamento dei corpi di Pasquale Carlomagno e Maria Messenio — ha lasciato un segno profondo nel territorio. Le autorità proseguono con gli accertamenti per definire in modo completo tempi, movimenti e circostanze, mantenendo il focus su una ricostruzione basata su fonti documentali e dichiarazioni acquisite.