Appello dei Giuristi per Gaza: la firma di Landoni
Tra gli elementi emersi nella ricostruzione della figura pubblica della giudice cโรจ la sua adesione allโAppello dei Giuristi per Gaza. Landoni compare al numero 766 dellโelenco dei 3.135 magistrati, professori universitari e avvocati che hanno sottoscritto il documento nel settembre 2025.
Nello stesso elenco figura anche la pm Francesca Crupi, che nel procedimento relativo a Siher aveva chiesto la convalida del fermo. Lโappello richiama gli obblighi dello Stato italiano nella protezione dei diritti fondamentali e nella persecuzione dei crimini internazionali, con riferimenti alla Costituzione, alle norme nazionali, ai trattati internazionali e allo Statuto della Corte penale internazionale.
I firmatari affermano di voler richiamare lโattenzione su quelle che vengono indicate come violazioni sistematiche e protratte del diritto alla vita e di altri diritti fondamentali della popolazione civile di Gaza. La sottoscrizione del documento attesta lโadesione allโiniziativa, ma non costituisce di per sรฉ un elemento utile a stabilire la correttezza o meno della decisione assunta nel caso Siher.

Anm e Tribunale di Milano difendono lโautonomia dei giudici
Sul caso รจ intervenuta lโAssociazione nazionale magistrati, che ha richiamato lโattenzione sui toni del confronto politico. ยซLe decisioni dei magistrati si possono contestare nel merito e impugnare all’interno dei procedimentiยป, ricorda lโassociazione, secondo cui la delegittimazione personale di un giudice, anche quando proviene dalle piรน alte cariche istituzionali, puรฒ assumere i contorni di una pressione intimidatoria.
Al centro della presa di posizione dellโAnm restano i principi di autonomia e indipendenza della magistratura. Il merito di un provvedimento, viene sottolineato, puรฒ essere sottoposto a critica e a verifica attraverso i rimedi previsti dalla legge; diverso รจ il piano dellโattacco rivolto alla persona che esercita la funzione giudiziaria.
La nota di Maccora e Roia sulla decisione del Gip
Una posizione analoga รจ stata espressa da Vincenza Maccora, presidente della sezione Gip-Gup di Milano, e da Fabio Roia, presidente del Tribunale di Milano. In una nota congiunta, i due magistrati hanno definito ยซirricevibiliยป le dichiarazioni provenienti da alcuni esponenti politici.
Secondo la loro valutazione, tali interventi mostrerebbero una conoscenza insufficiente degli strumenti giuridici che regolano uno Stato di diritto. La decisione sulla mancata convalida del fermo puรฒ essere contestata e impugnata, ma attraverso le procedure stabilite dallโordinamento, senza trasformare il confronto in una delegittimazione individuale del magistrato.
Il passaggio piรน netto della nota riguarda proprio questo limite: ยซLa vergogna riguarda altre categorie della vita sociale, non il responsabile e difficile esercizio della giurisdizioneยป. Una risposta che non entra nel merito delle accuse mosse a Siher, nรฉ anticipa gli sviluppi del procedimento, ma ribadisce la necessitร di tutelare le garanzie istituzionali.
Caso Landoni, il confronto tra politica e indipendenza della magistratura
Il caso di Tiziana Landoni si colloca quindi al crocevia tra cronaca giudiziaria, tensione politica e dibattito sullโindipendenza dei magistrati. Da una parte restano le contestazioni espresse dalla presidente del Consiglio e da esponenti della destra; dallโaltra, la difesa della giudice da parte dellโAnm e dei vertici del Tribunale di Milano.
Al momento, la questione centrale resta il contenuto del provvedimento e le motivazioni che lo sorreggono, da valutare secondo le norme applicabili e nelle sedi giudiziarie competenti. La vicenda riporta cosรฌ in primo piano un nodo essenziale: la possibilitร di criticare una decisione senza oltrepassare il confine dellโattacco personale e senza mettere in discussione lโautonomia della funzione giudiziaria.
