
«Tutta la vita, Amos». «Tutta la vita, Stefania». Le due frasi, pronunciate sul ghiaccio con naturalezza e senza enfasi, hanno accompagnato il momento conclusivo dell’avventura olimpica di Stefania Constantini e Amos Mosaner, protagonisti del curling italiano alle Olimpiadi di Cortina.
I due azzurri hanno chiuso il torneo con una medaglia di bronzo, conquistata nella finale per il terzo posto davanti a un palazzetto carico di attenzione e partecipazione. Un risultato maturato dopo la semifinale persa contro gli Stati Uniti e trasformato in riscatto nella sfida successiva.
Nella gara decisiva per il podio, Constantini e Mosaner hanno superato la Gran Bretagna di Dodds e Mouat con il punteggio di 5-3, gestendo con precisione le fasi chiave dell’incontro. La vittoria è arrivata attraverso un confronto costruito con gradualità, come richiede la disciplina, e ha riportato il curling al centro dell’interesse generalista.
Il match per il bronzo ha attirato un pubblico televisivo vicino ai tre milioni di spettatori, segnale di una crescita dell’attenzione verso uno sport che, in Italia, resta ancora di nicchia ma che nelle grandi occasioni riesce a imporsi anche in prima serata.

Le dichiarazioni di Mosaner e il valore del podio
Il terzo posto di Cortina si inserisce nel percorso di una coppia sportiva che aveva già lasciato il segno: l’oro ottenuto a Pechino aveva sorpreso per immediatezza e impatto mediatico; questa volta, invece, la medaglia è maturata attraverso un cammino più complesso, segnato da momenti difficili e da un torneo iniziato sotto pressione.
Al termine della finale, Mosaner ha spiegato: «Sono quasi più felice di questo terzo posto che dell’oro», attribuendo al bronzo un valore legato alla reazione dopo la delusione della semifinale e alla gestione di un percorso considerato più faticoso e meno lineare rispetto a quello che aveva portato al titolo olimpico precedente.
Il curling, spesso definito una disciplina di strategia e controllo, richiede continuità mentale e capacità di leggere l’evoluzione del gioco. L’equilibrio tra il lancio, le indicazioni del capitano e il lavoro di spazzata risulta determinante in ogni end, soprattutto nei finali in cui la gestione del punteggio condiziona la scelta delle stone e la prudenza tattica.
Nel corso del torneo, Constantini ha guidato sul piano tecnico e comunicativo, scandendo tempi e indicazioni durante le giocate decisive. Mosaner ha fornito un contributo fisico e di esecuzione, con interventi utili a controllare traiettorie e velocità delle stone. La combinazione tra precisione e coordinamento è stata uno dei punti centrali della loro prestazione complessiva.
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