Brunssum e il rafforzamento del fronte orientale
Nel terzo polo operativo, a Brunssum, la cogestione tra Germania e Polonia è letta come un rafforzamento del peso di Varsavia, uno dei Paesi che hanno assunto una posizione più determinata nel sostegno all’Ucraina dopo l’aggressione russa. Sul piano interno all’Alleanza, l’affiancamento di un generale polacco al comandante tedesco Ingo Gerhartz viene interpretato come un ulteriore passo verso una responsabilità europea più marcata nella gestione del fronte Est.
La redistribuzione delle responsabilità operative non modifica il principio cardine dell’organizzazione: la difesa collettiva e la pianificazione integrata tra gli alleati. Tuttavia, sposta parte della gestione quotidiana e della conduzione operativa verso capitali europee, in un quadro in cui diversi Paesi sono chiamati ad aumentare contributi e capacità per rispondere a minacce percepite come più vicine e più complesse.
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Cosa resta agli Stati Uniti nella nuova catena di comando
Su X, l’ammiraglio Cavo Dragone ha definito la scelta un “traguardo storico”, evidenziando come gli alleati europei, compresi i nuovi membri, siano destinati a un ruolo più incisivo nella leadership militare. Allo stesso tempo, ha ribadito che gli Stati Uniti mantengono un “solido impegno” nella struttura complessiva dell’Alleanza.
Washington, infatti, continua a completare la filiera dei comandi assumendo il controllo dell’Allied Maritime Command (Marcom) di Northwood, vicino Londra. Restano inoltre sotto guida americana l’Air Command di Ramstein, in Germania, e il Land Command di Izmir, in Turchia, centri tattici che forniscono analisi e supporto al comando supremo di Mons per la gestione di crisi ed emergenze.