Elisabetta Gualmini lascia il Pd: passaggio a Renew Europe
In questo contesto si colloca l’uscita dell’europarlamentare Elisabetta Gualmini, che annuncerà il trasferimento nel gruppo Renew Europe. La decisione, per i suoi effetti sugli equilibri interni, viene indicata come potenzialmente rilevante e non necessariamente isolata rispetto alle dinamiche dell’area riformista.
La separazione delle carriere e la polemica sul video social del Pd
Gualmini, come Picierno, si è espressa a favore della separazione delle carriere dei magistrati e ha contestato un video diffuso sui canali social del Pd, nel quale veniva accostata a Casapound la scelta di chi vota Sì al referendum. Sul punto, Gualmini ha commentato: «Quindi chi sosteneva la mozione Martina al congresso del 2019 e il programma Pd del 2022 era fascista…».

Politica estera e Ucraina: un altro nodo per i riformisti
La frattura, secondo quanto emerso, non riguarderebbe soltanto la giustizia. Un tema centrale per i riformisti è la politica estera, con particolare riferimento al sostegno all’Ucraina e al rafforzamento della difesa comune europea.
Il presidente del Copasir Lorenzo Guerini ha chiesto un chiarimento nell’area del centrosinistra, soprattutto in relazione alle posizioni di M5s e Avs, contrari all’invio di armi a Kiev.
Agibilità politica e ruolo degli esponenti non allineati
Per Gualmini, la decisione sarebbe legata anche a una questione di agibilità politica. Vengono richiamati, nelle ricostruzioni, la riduzione delle presenze nei talk televisivi e un minore spazio negli interventi all’Europarlamento per chi non si riconosce nella maggioranza schleiniana.
La scelta dell’europarlamentare è stata definita «molto sofferta ma molto convinta».
Ipotesi progetto centrista nel centrosinistra: le riunioni e i nomi
Nel frattempo, all’interno dell’area riformista si discute dell’eventualità di un progetto centrista. L’ex ministro Graziano Delrio ha evocato un contenitore più ampio, indicato come una possibile “Margherita 4.0” nel campo largo.
Il tema è tornato al centro dell’attenzione dopo un incontro a Bologna tra Romano Prodi, Ernesto Maria Ruffini, Giuseppe Sala, Delrio e Paolo Ciani: formalmente un momento di auguri, politicamente letto come un segnale che il cantiere del centro nel centrosinistra resta aperto.