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“Le condizioni del corpo”. Federica Torzullo, shock nella ditta del marito

Scavi mirati e rilievi scientifici nella ditta del marito

L’avvio di una nuova sessione di scavi in via Comunale San Francesco è stato il risultato di una valutazione congiunta tra gli investigatori dell’Arma e l’autorità giudiziaria. Gli accertamenti sono stati orientati dai tracciamenti relativi agli spostamenti del marito nei giorni immediatamente successivi alla scomparsa di Federica Torzullo, in un quadro investigativo che fin dall’inizio non aveva escluso l’ambito familiare.

L’individuazione di una parte del corpo durante gli scavi ha reso necessario l’intervento immediato degli specialisti della sezione Rilievi e del Nucleo investigativo di Ostia. Poco dopo le 9 del mattino, le squadre tecniche sono giunte sul posto per eseguire una meticolosa mappatura dell’area, documentare ogni elemento utile e procedere alle prime analisi scientifiche sul terreno e sui materiali rinvenuti.

L’intera zona della ditta di Claudio Carlomagno è stata delimitata con nastri e posti di blocco, impedendo l’accesso non autorizzato e istituendo un perimetro di sicurezza destinato a restare attivo per tutto il tempo necessario ai rilievi. Ogni centimetro di suolo viene ora esaminato per verificare la presenza di ulteriori tracce, possibili segni di trascinamento, spostamento o occultamento del corpo, nonché di eventuali strumenti o oggetti collegabili all’evento.

Contestualmente, sono stati avviati sopralluoghi tecnici anche nelle aree adiacenti ai capannoni e nei locali interni dell’azienda, al fine di ricostruire un quadro completo dell’utilizzo degli spazi nelle giornate immediatamente successive all’8 gennaio. Le attività di repertamento comprendono rilievi fotografici, campionamenti del terreno, analisi di impronte e acquisizione di ogni possibile reperto, in vista delle successive perizie di laboratorio.

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Ricostruzione della cronologia e analisi dei movimenti

Una parte centrale del lavoro degli inquirenti riguarda la definizione di una cronologia dettagliata degli eventi, a partire dagli ultimi contatti avuti da Federica Torzullo con familiari e colleghi fino al momento della denuncia di scomparsa. L’attenzione è rivolta in modo particolare alla fascia temporale tra l’8 e il 9 gennaio, nonché ai movimenti registrati nei giorni immediatamente precedenti e successivi.

In questo contesto, assumono rilievo i tabulati telefonici, i dati di localizzazione dei dispositivi elettronici e le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti lungo i tragitti abituali percorsi dalla coppia, compresi i varchi di accesso alla zona industriale e le prossimità della villetta di via Costantino. Questi elementi vengono incrociati con i riscontri raccolti durante gli interrogatori e le sommarie informazioni testimoniali.

Le indagini, già articolate su più fronti sin dalle prime ore dopo la scomparsa, hanno subìto un’accelerazione dopo l’emersione di dati ritenuti significativi sui percorsi effettuati dal coniuge. L’analisi dei movimenti del marito nei “punti sensibili” dell’attività lavorativa ha contribuito a indirizzare gli scavi proprio nell’area in cui è stato poi rinvenuto il corpo, fornendo un collegamento concreto tra la sfera privata e quella professionale.

L’intera comunità di Anguillara è ora in attesa delle conferme ufficiali sull’identità dei resti rinvenuti. Sebbene il luogo del ritrovamento, le tempistiche e le circostanze operative facciano ipotizzare un legame con la scomparsa di Federica Torzullo, saranno gli accertamenti medico-legali e genetici a fornire la conferma definitiva, attraverso esami autoptici e comparazioni del DNA con quello dei familiari.

Accertamenti medico-legali e possibili sviluppi investigativi

Nei prossimi giorni è prevista l’esecuzione dell’autopsia sui resti recuperati, con l’obiettivo di accertare le cause della morte, l’epoca del decesso e l’eventuale presenza di segni riconducibili a violenza o a tentativi di occultamento. Gli esperti di medicina legale esamineranno lo stato di conservazione del corpo, le condizioni degli indumenti, eventuali lesioni ossee e ogni altro elemento utile a ricostruire la dinamica dell’evento.

Parallelamente, i reparti specializzati dell’Arma dei carabinieri procederanno all’analisi dei reperti raccolti nel sito di rinvenimento. Campioni di terreno, residui organici, tracce ematiche o biologiche e qualsiasi oggetto giudicato potenzialmente rilevante saranno sottoposti a esami di laboratorio, finalizzati a individuare collegamenti diretti con la vittima, con ambienti specifici o con eventuali soggetti terzi.

Un ulteriore filone di approfondimento riguarda la verifica di possibili complicità o aiuti esterni. Gli inquirenti dovranno chiarire se l’eventuale trasporto e seppellimento del corpo si siano svolti nell’arco di un lasso di tempo compatibile con la presenza di una sola persona, oppure se emergano elementi tali da suggerire il coinvolgimento di altri individui. A questo scopo, saranno riesaminati spostamenti di veicoli, celle telefoniche agganciate, testimonianze su presenze insolite nei pressi della ditta.

Resta, inoltre, da definire con precisione il legame temporale tra l’ipotetico decesso di Federica Torzullo, il momento in cui il corpo sarebbe giunto nell’area industriale di via Comunale San Francesco e la successiva presentazione della denuncia di scomparsa. Tale ricostruzione temporale rappresenta un passaggio cruciale per delineare la sequenza degli avvenimenti e la loro eventuale corrispondenza con atti, spostamenti e dichiarazioni già agli atti del fascicolo.

Il contesto familiare e lavorativo della vittima

Federica Torzullo, 41 anni, era conosciuta come una stimata professionista, impiegata come funzionaria presso il Centro meccanografico di Fiumicino di Poste Italiane. Colleghi e conoscenti l’hanno descritta come una persona riservata ma affidabile, con una vita organizzata tra l’attività lavorativa e l’ambito familiare nella villetta di via Costantino, ad Anguillara.

Il marito, Claudio Carlomagno, è titolare o comunque referente operativo della ditta situata in via Comunale San Francesco, nel cui perimetro è stato individuato il corpo. La compresenza di abitazione coniugale e luogo di lavoro nel raggio di pochi chilometri ha rappresentato uno degli elementi di interesse per gli inquirenti fin dalle prime fasi delle ricerche, favorendo controlli incrociati su orari, tragitti e abitudini giornaliere.

Gli investigatori hanno ascoltato nelle scorse settimane diversi testimoni, tra cui vicini di casa, colleghi di lavoro, conoscenti della coppia e persone che frequentano abitualmente l’area industriale. Queste testimonianze, integrate con i dati tecnici raccolti, concorrono a delineare un quadro più completo dell’ultima fase di vita della donna, pur nel massimo rispetto del riserbo imposto dall’autorità giudiziaria.

In questa fase, non vengono diffuse ulteriori informazioni di dettaglio sul contenuto delle dichiarazioni acquisite o su eventuali ipotesi di reato formalmente contestate. L’obiettivo dichiarato delle forze dell’ordine è quello di procedere con indagini accurate e supportate da evidenze oggettive, evitando anticipazioni che possano compromettere gli sviluppi del procedimento o influenzare eventuali future valutazioni in sede processuale.

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