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“L’ha fatto davvero”. Meloni, follia sul suo fascicolo Inps. Gravissimo

Controlli interni Inps e indagini della magistratura

Il caso sarebbe emerso nell’ambito dei controlli interni dell’Inps, attivati per verificare la corretta gestione e la protezione dei dati custoditi nei sistemi dell’Istituto. Alla fine di dicembre sarebbe stata inviata una prima segnalazione, dalla quale sono poi partiti ulteriori approfondimenti.

Gli accertamenti hanno portato il fascicolo alla Procura di Roma, che avrebbe ricostruito le modalità delle consultazioni, le banche dati utilizzate e la natura delle informazioni visualizzate. La dipendente è stata interrogata il 17 aprile.

Il 23 giugno, una volta concluse le indagini, il pubblico ministero Alessandra D’Amore ha presentato la richiesta di rinvio a giudizio. Sarà ora il procedimento a valutare l’eventuale responsabilità della lavoratrice rispetto al reato contestato.

Il movente delle ricerche resta da chiarire

Resta aperto un punto rilevante nella vicenda: la ragione per cui sarebbero stati cercati i dati della presidente del Consiglio. Gli investigatori avrebbero individuato le operazioni compiute e i contenuti delle banche dati consultate, ma al momento non sarebbe emersa una spiegazione sul possibile movente.

Secondo quanto riferito, la dipendente non avrebbe fornito chiarimenti agli inquirenti sulle finalità delle ricerche. Il procedimento riguarda dunque l’ipotizzato utilizzo non autorizzato, per scopi non legati al lavoro, di un sistema al quale la donna aveva accesso in ragione del suo incarico.

Giorgia Meloni e Inps persone offese nel procedimento

Nel fascicolo risultano indicate come persone offese Giorgia Meloni e l’Inps. La premier è coinvolta in quanto titolare delle informazioni personali e previdenziali oggetto delle presunte consultazioni; l’Istituto, invece, è interessato come titolare dei sistemi informatici sui quali sarebbero avvenuti gli accessi.

La richiesta della Procura di Roma apre la fase successiva dell’inchiesta. Il giudizio dovrà stabilire se gli accessi contestati integrino il reato di accesso abusivo a sistema informatico e chiarire, se possibile, la finalità delle tre ricerche eseguite il 7 febbraio 2025.

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