La testimonianza della signora Bermani e il mancato confronto
Un ulteriore passaggio affrontato riguarda la signora Bermani, indicata come testimone di un elemento specifico: la presenza di una bici nera appoggiata vicino alla porta della villa intorno alle 9:10 del 13 agosto. Nel programma è stato riferito che la bicicletta rinvenuta non sarebbe mai stata mostrata alla testimone per un confronto diretto, circostanza che la donna avrebbe commentato con rammarico. “Peccato, potevano portarla, potevano farmela vedere, potevano posizionarla nello stesso punto in cui ho visto quella bicicletta per fare un confronto”.
Durante la puntata sono state riproposte anche dichiarazioni attribuite alla stessa testimone, che ha riferito di una visita ricevuta dal vicecomandante dei vigili circa un mese e mezzo dopo il processo di primo grado del 2009. “Venne a casa mia il vicecomandante dei vigili, che mi ha chiesto se io sapessi qualcosa di una bicicletta che si trovava in fondo a via Toledo…“. La Bermani ha inoltre spiegato di non aver mai visto quel mezzo e di aver trovato insolito che, in una zona frequentata, nessuno lo avesse segnalato nonostante l’attenzione già concentrata su una bici nera.

Il contatto con un agente e la frase riportata in trasmissione
Nel servizio è stato ricostruito anche un tentativo di contatto con uno degli agenti indicati come coinvolti nel presunto ritrovamento. Alla domanda sulla vicenda, la risposta riportata è stata: “Ho capito ma non voglio parlare di cose fasulle”. La frase, così come riferita nel corso della puntata, ha avuto un rilievo centrale nel dibattito in studio.
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Le dichiarazioni dell’ex comandante Marchetto
A chiusura del segmento, è stato trasmesso l’intervento di Marchetto, comandante dell’epoca, che ha dichiarato di aver appreso dell’esistenza della bici nera solo anni dopo, tramite la stampa. “Per quanto ne so io nel 2007 sembrerebbe che una pattuglia di vigili urbani di Garlasco abbia ritrovato nelle sterpaglie adiacenti alla via Toledo questa bicicletta… Si, non ne sono mai stato informato”.
Il punto evidenziato nella ricostruzione è legato al motivo per cui la bici nera, considerata potenzialmente significativa nel contesto del caso Garlasco, non risulterebbe essere stata acquisita formalmente nella documentazione dell’indagine, nonostante le testimonianze richiamate nel tempo.