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“Li andiamo a prendere uno per uno”. Vannacci è una furia, mai visto così: parole di fuoco

Milano, Torino e Bologna: il quadro dei disordini

Le parole di Vannacci seguono il fine settimana segnato da scontri, incendi di cassonetti, danneggiamenti e saccheggi a Milano, oltre a episodi registrati a Torino e Bologna. Le mobilitazioni erano nate attorno al tema del carovita e alle difficoltà dei servizi pubblici; accanto a numerosi partecipanti pacifici, a margine dei cortei sono entrati in azione gruppi che hanno preso di mira agenti e attività commerciali.

Nel capoluogo lombardo gli episodi sono proseguiti anche nella giornata di domenica. Secondo il bilancio della polizia riportato da Reuters il 19 ottobre, 271 persone sono state accompagnate negli uffici di polizia, 32 arrestate e altre 28 denunciate. Il dato è stato posto al centro degli accertamenti avviati dopo gli scontri.

Tra gli elementi che hanno alimentato il confronto politico emerge il coinvolgimento di numerosi minorenni. Le verifiche dovranno distinguere singole responsabilità, eventuali condotte organizzate e le posizioni di chi sia stato fermato o identificato nel corso degli interventi. Lunedì, intanto, diversi esercizi del centro di Milano hanno protetto le vetrine o scelto di chiudere in anticipo per timore di ulteriori danneggiamenti.

La situazione ha prodotto conseguenze anche sul piano operativo. La presenza delle forze dell’ordine è stata rafforzata nelle zone considerate più esposte, mentre le autorità hanno invitato a evitare generalizzazioni sulle manifestazioni nel loro complesso. Il quadro giudiziario e amministrativo resta in evoluzione, alla luce delle identificazioni e delle denunce già effettuate.

Le misure allo studio del governo Meloni

Il 19 ottobre la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha presieduto a Palazzo Chigi un vertice con ministri, vertici delle forze di polizia e intelligence. L’incontro era dedicato all’analisi dei disordini e alla valutazione di strumenti contro chi utilizza i cortei come occasione per compiere violenze o danneggiamenti.

Il Consiglio dei ministri del 20 ottobre è chiamato a esaminare un possibile decreto legge. Tra le ipotesi annunciate o in fase di valutazione figurano l’estensione del trattenimento preventivo ai minorenni, un eventuale aumento della durata della misura, interventi contro i danneggiamenti commessi in gruppo e limitazioni per aggregazioni considerate pericolose. Le indicazioni rese pubbliche non sono tuttavia ancora univoche.

Matteo Salvini ha fatto riferimento alla possibilità di trattenere minori fino a 12 ore, mentre altri esponenti della Lega hanno indicato l’obiettivo di arrivare fino a 24 ore per il fermo preventivo. Soltanto il testo definitivo consentirà di chiarire con precisione destinatari, condizioni di applicazione, controlli e limiti delle eventuali nuove disposizioni.

Sul piano della presenza sul territorio, Salvini ha annunciato l’invio di altri 500 militari per Milano. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha inoltre chiesto norme che permettano ai militari di sostenere temporaneamente le forze di polizia con funzioni adeguate alla fase di emergenza, ipotizzando un intervento della durata di tre mesi. Anche questa ipotesi dovrà essere distinta dalle misure già operative.

Il disegno di legge al Senato e gli interventi istituzionali

Una parte degli strumenti discussi potrebbe confluire o trovare collegamento con il disegno di legge sulla sicurezza e la prevenzione del disagio giovanile, già all’esame del Senato. Per il 20 ottobre sono previste audizioni sul provvedimento numero 1990 e sui testi connessi, in un passaggio che potrebbe offrire ulteriori elementi sul confronto parlamentare.

Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha difeso la gestione delle piazze e ha ribadito che le responsabilità saranno perseguite anche quando riguardino persone minorenni. La posizione del Viminale è che gli accertamenti debbano ricostruire singoli comportamenti e catene di responsabilità, evitando che le violenze restino prive di conseguenze.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha condannato gli episodi di violenza e ha sollecitato un’analisi approfondita delle loro caratteristiche. Il richiamo riguarda la necessità di comprendere dinamiche, partecipazione dei più giovani e possibili forme di organizzazione, mantenendo ferma la tutela della libera manifestazione del pensiero.

Nei prossimi giorni il confronto si concentrerà quindi sia sulle proposte di Futuro nazionale sia sulle iniziative del governo e sul lavoro parlamentare già avviato. Resta da verificare quali misure saranno tradotte in norme e con quali garanzie, mentre proseguono gli accertamenti sui fatti avvenuti nelle città interessate dai disordini.

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