Le analisi affidate al Robert Koch Institute di Berlino
Gli esami su diversi campioni sono stati affidati al Robert Koch Institute di Berlino, struttura impegnata negli approfondimenti di laboratorio. L’obiettivo è individuare eventuali tracce della sostanza tossica e verificare se i materiali repertati possano avere un collegamento con l’intossicazione che ha causato la morte di madre e figlia.
I risultati delle analisi saranno centrali per delineare un quadro fondato su elementi oggettivi. Soltanto gli accertamenti scientifici potranno stabilire se nella borraccia, nel contenitore o nel foglio di carta siano presenti sostanze rilevanti ai fini dell’indagine e, in caso affermativo, se esista un nesso con quanto accaduto alla fine di dicembre.

Le testimonianze raccolte e i punti ancora da chiarire
Nel corso di un recente approfondimento giornalistico è stata mostrata una fotografia di Gianni Di Vita durante un momento conviviale, insieme alla cugina Laura, che lo ospita dallo scorso Natale, e all’amica di lunga data Monia. Nello scatto era presente anche il sindaco di Pietracatella, Antonio Tomassone, che ha riferito di poter «mettere una mano sul fuoco» rispetto alla sua innocenza.
Il sindaco ha inoltre spiegato di non essere a conoscenza di eventuali relazioni sentimentali al di fuori della famiglia. Le dichiarazioni raccolte costituiscono uno degli aspetti emersi nel dibattito sul caso, ma le indagini restano concentrate soprattutto sui reperti, sulle analisi di laboratorio e sulla ricostruzione della catena degli eventi.
Resta quindi da chiarire come la ricina sia entrata nell’ambiente familiare e quale possa essere stato il mezzo attraverso il quale le due vittime ne sarebbero venute a contatto. La borraccia e il contenitore con i granuli scuri sono ora tra gli elementi più rilevanti dell’inchiesta, in attesa delle valutazioni ufficiali degli esperti e degli sviluppi investigativi.
