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Liliana Resinovich, Sebastiano Visintin convocato in Procura: “Non ha risposto alle domande”

Una mossa formale di grande rilievo ha segnato gli ultimi sviluppi dell’inchiesta sulla morte di Liliana Resinovich, la donna svanita dalla propria abitazione di Trieste il 14 dicembre 2021 e ritrovata priva di vita il 5 gennaio 2022 nel parco dell’ex ospedale psichiatrico. Il marito della vittima, Sebastiano Visintin, iscritto nel registro degli indagati con l’ipotesi di reato di omicidio, si è presentato in Procura davanti alla sostituta procuratrice Ilaria Iozzi, accompagnato dai propri legali di fiducia.

Nel corso del confronto formale avvenuto lo scorso 2 ottobre, l’uomo ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere, esercitando la prerogativa di legge e non rilasciando alcuna dichiarazione di fronte ai magistrati. Rispetto alle audizioni degli anni passati — come quella del 2022 sostenuta davanti all’allora pubblico ministero Maddalena Chergiae all’ex procuratore Antonio De Nicolo — la cornice giuridica di Visintin è radicalmente mutata, essendo oggi formulata a suo carico la formale accusa per il delitto della consorte.

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