
Padova è stata raggiunta nella serata di venerdì dalla notizia della morte di Alex Zanardi. Aveva 59 anni. L’ex campione e atleta paralimpico è deceduto nella città in cui viveva da oltre vent’anni, assistito dai familiari più stretti, la moglie Daniela Manni e il figlio Niccolò.
La vicenda si inserisce nel lungo percorso sanitario intrapreso dopo il grave incidente in handbike avvenuto nel 2020. Di seguito, la ricostruzione dei principali passaggi, secondo le informazioni disponibili e le fonti riportate.

Padova e la morte di Alex Zanardi: il contesto
Negli ultimi anni, Alex Zanardi si trovava a Padova, città con la quale aveva consolidato un legame stabile e duraturo. La sua morte è stata comunicata nelle ore successive al decesso, mentre in Italia si sono moltiplicate le manifestazioni di cordoglio.
Accanto a lui, nelle ore decisive, erano presenti i familiari. La gestione della comunicazione pubblica è rimasta improntata alla riservatezza, in coerenza con la linea seguita dalla famiglia durante tutto il periodo di cure.

Lungodegenza a Padova: tre anni di cure dopo l’incidente del 2020
Negli ultimi tre anni, Alex Zanardi era ricoverato in una struttura specializzata per la lungodegenza nell’area sud di Padova. Il ricovero rientrava nel percorso terapeutico avviato dopo l’incidente in handbike in provincia di Siena, avvenuto nel giugno 2020.
Durante una staffetta benefica, il mezzo su cui si trovava si scontrò con un camion che procedeva nella direzione opposta. Dopo una fase iniziale di trattamento presso l’ospedale San Bortolo di Vicenza, Zanardi era rientrato nel Padovano, non distante dalla zona di Noventa, per proseguire con la riabilitazione.
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