La notte dell’incendio: ricostruzioni a confronto
La cronologia della notte del 31 dicembre resta oggetto di verifiche. Moretti ha raccontato di essersi recato al Constellation subito dopo essere stato contattato dalla moglie, partecipando ai tentativi di aprire una porta di servizio e collaborando con altri presenti. Tra i soccorritori, Paolo Campolo conferma l’apertura forzata di una porta laterale e segnala corpi ammassati vicino all’uscita, con un tavolo che ostacolava il passaggio. Alcune testimonianze riportano una persona che intimava ai presenti di non toccare le vittime; non è chiaro se si trattasse di Moretti. Le difformità tra racconti vengono considerate naturali in una situazione di emergenza estrema, ma la procura incrocia ogni deposizione con dati oggettivi come chiamate ai soccorsi, geolocalizzazione dei telefoni e filmati.

Indagini patrimoniali e sicurezza del locale
La procura ha avviato controlli economico-finanziari sul patrimonio dei coniugi Moretti, per verificare congruità di ville, immobili e investimenti rispetto ai redditi dichiarati, compresi fondi per le ristrutturazioni. Contestualmente, si esaminano coperture assicurative e condizioni delle polizze, utili anche per risarcimenti futuri. Ex dipendenti hanno descritto criticità nella sicurezza del locale: uscite di emergenza poco segnalate, ostacoli, porte non facilmente apribili e carente formazione del personale. Gli inquirenti confrontano queste dichiarazioni con sopralluoghi, verbali e planimetrie, valutando eventuali responsabilità per la mancata osservanza delle norme antincendio.
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Difesa dei titolari e ruolo di Jean-Marc Gabrielli
La difesa dei Moretti ha ricevuto supporto mediatico da Jean-Marc Gabrielli, legato sentimentalmente a una delle vittime, che ha confermato l’esistenza di estintori e strumenti antincendio. Alcune testimonianze lo collocano all’ingresso del locale durante la serata, con un possibile ruolo operativo nella gestione degli accessi, mentre Gabrielli sostiene di essere presente solo per motivi personali.
L’inchiesta prosegue su più piani: tecnico, organizzativo, economico e probatorio, per garantire una ricostruzione completa e oggettiva dei fatti. Per le famiglie, la posta in gioco è una verità processuale basata su prove concrete, senza omissioni o manipolazioni. Nei prossimi mesi, perizie, misure cautelari, filoni patrimoniali e testimonianze definiranno responsabilità e responsabilità penali.