“Servono aiuti veri, non parole”
Per rendere ancora più chiaro il senso del suo intervento, Fiorello ha usato una metafora legata al mondo dello spettacolo: “Pensateci come soldi per un documentario o per un film, solo che sono soldi per salvare la vita delle persone, per le loro attività, per ricostruire”. Un invito diretto a trasformare l’attenzione mediatica in azioni concrete, chiudendo con l’auspicio “che tutto vada come deve andare”.
L’appello arriva mentre Sicilia, Calabria e Sardegna fanno i conti con una delle ondate di maltempo più intense degli ultimi mesi. In Sicilia si registrano allagamenti, frane e mareggiate con onde fino a sette metri, soprattutto lungo le coste orientali. A Catania, Messina e Siracusa decine di interventi dei vigili del fuoco per strade invase dall’acqua e smottamenti. In Calabria, nel Reggino e nel Catanzarese, si segnalano danni a infrastrutture, blackout e famiglie isolate.
Situazione critica anche in Sardegna, dove il vento forte e le piogge hanno provocato allagamenti, caduta di alberi e disagi alla viabilità. In molte zone è stata disposta la chiusura delle scuole, mentre la Protezione Civile ha mantenuto l’allerta meteo elevata. Le amministrazioni locali hanno chiesto lo stato di emergenza per accelerare gli interventi e i ristori.
In questo contesto, le parole di Fiorello risuonano come un richiamo alla responsabilità collettiva. Non solo solidarietà, ma azioni rapide per sostenere chi ha perso casa, lavoro o sicurezza. Un messaggio semplice, ma potente, che dal microfono di una trasmissione radiofonica ha riportato l’attenzione su un’emergenza che rischia di essere dimenticata troppo in fretta.