
La violenza giovanile nelle grandi città, dagli episodi di vandalismo alle aggressioni attribuite ai cosiddetti maranza, continua a occupare il centro del confronto sulla sicurezza urbana. Mentre il governo valuta strumenti più severi anche nei confronti dei minorenni, una rilevazione di Only Numbers, istituto guidato da Alessandra Ghisleri e pubblicata dalla Stampa, segnala un orientamento molto netto: la maggioranza degli italiani chiede conseguenze più incisive per chi commette reati.

Sicurezza urbana e violenza giovanile
Il tema è tornato d’attualità dopo una serie di disordini e danneggiamenti registrati in città come Milano, Torino e Roma. Nei giorni successivi ai fatti, il dibattito si è concentrato sulle possibili risposte delle istituzioni, tra chi sostiene la necessità di rafforzare le sanzioni e chi richiama l’attenzione sulle condizioni sociali, familiari ed educative che possono contribuire a situazioni di disagio.
La linea dell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni, orientata a un irrigidimento delle misure contro i comportamenti violenti e contro il vandalismo, è stata contestata da alcune voci del mondo politico e culturale. L’influencer di sinistra Raffaele Giuliani, per esempio, ha definito l’intervento repressivo come «violenza dello Stato». Il sondaggio consente tuttavia di osservare come questa lettura non sembri coincidere con l’orientamento prevalente rilevato tra gli intervistati.
La distanza tra adulti e giovani
«Il sondaggio restituisce una fotografia interessante, perché mostra due sensibilità che faticano a incontrarsi», ha spiegato Ghisleri. «Da una parte gli adulti che guardano soprattutto all’ordine pubblico, alla responsabilità individuale, alla necessità di punire. Dall’altra i giovani che sembrano interrogarsi maggiormente sul proprio futuro e sulle opportunità che la società è in grado di offrire loro».
Scopriamo tutti i dettagli nella pagina successiva
