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Lutto di Pasqua, è morto proprio lui: cattolici in lacrime

Ritratto di Vittorio Messori, giornalista e scrittore cattolico

Si spegne una voce che, per decenni, ha saputo mettere in parole i dubbi e le certezze di un intero mondo. Una di quelle presenze discrete ma enormi, capaci di lasciare un’eco anche nel silenzio: quando se ne vanno, sembra che qualcosa nel dibattito pubblico resti improvvisamente più vuoto, più freddo.

La notizia è arrivata come un macigno, in un giorno già carico di significati e memoria. C’è un dettaglio, quasi cinematografico, che stringe lo stomaco: un orario preciso, una frase affidata a chi gli è rimasto accanto fino all’ultimo, e l’idea che il cuore possa fermarsi mentre tutto intorno continua a scorrere.

Vittorio Messori

L’annuncio della morte e l’ultimo giorno

A comunicare la scomparsa è stata la sua assistente, Rosalia Bontà, con parole che non lasciano spazio a interpretazioni e che vanno riportate così come sono state pronunciate: “Il suo cuore si è spento alle ore 21.45 di Venerdì Santo”. Un passaggio che, da solo, costruisce un’atmosfera: la fine in un momento simbolico, la coincidenza che alimenta emozione e riflessione.

Da tempo viveva a Desenzano del Garda e conviveva con un pacemaker; a risultare fatale è stato un attacco cardiaco. Negli ultimi anni aveva attraversato anche un dolore intimo e profondo: la perdita della moglie, la giornalista e scrittrice Rosanna Brichetti, scomparsa quattro anni fa.

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