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Lutto enorme in Italia: proprio lui. L’addio addolorato dei colleghi

Gerusalemme e i conflitti in Medio Oriente

Un capitolo centrale della sua carriera è legato a Gerusalemme, dove per undici anni ha ricoperto il ruolo di corrispondente, subentrando a una figura di riferimento come Alberto Stabile. In quel contesto ha seguito da vicino le dinamiche politiche e sociali di Israele e dei Territori palestinesi, raccontando con continuità lo sviluppo della questione palestinese e le ricadute dei conflitti sulla vita quotidiana.

Durante il suo mandato ha documentato tre conflitti a Gaza, oltre ai passaggi cruciali che hanno segnato l’area mediorientale nel nuovo millennio. Nella sua attività rientra anche la copertura dell’onda lunga della Primavera araba, con particolare attenzione all’Egitto e al tramonto dell’era Mubarak, fase che ha ridisegnato equilibri politici, istituzionali e di sicurezza in tutta la regione.

Il suo lavoro, tuttavia, non si è limitato al Medio Oriente. Nel 2001, mentre si trovava negli Stati Uniti per un periodo sabbatico, si trovò a seguire una delle pagine più drammatiche della storia contemporanea: l’attacco alle Torri Gemelle dell’11 settembre. In quelle ore e nei giorni successivi, documentò le indagini dell’Fbi e gli sviluppi legati alla sicurezza nazionale, inserendo l’evento in una cornice di analisi utile a comprendere le conseguenze geopolitiche immediate e future.

Il blog Orient Tales e i riconoscimenti

Accanto al lavoro tradizionale di inviato e corrispondente, Scuto ha investito anche negli strumenti della comunicazione digitale. Aprì il blog Orient Tales, uno spazio dedicato al racconto e all’analisi dove le letture politiche si intrecciavano con le osservazioni sul terreno e con la cronaca del quotidiano. L’iniziativa si inseriva in un percorso di evoluzione del giornalismo, in cui l’approfondimento poteva convivere con formati più agili e continuativi.

La sua professionalità ha ottenuto riconoscimenti anche fuori dai confini nazionali. Tra i premi ricevuti figura il Peace Through Media, attribuito per l’impegno nel raccontare i conflitti e i processi di pace con strumenti giornalistici improntati all’accuratezza e al rispetto delle fonti. Il riconoscimento è stato citato più volte nel tempo come una conferma della qualità del suo lavoro sul campo.

Dopo circa trent’anni di attività nella testata che lo aveva visto crescere, Scuto ha proseguito la propria esperienza professionale collaborando con La Stampa e Il Fatto Quotidiano. In questa fase ha continuato a occuparsi di esteri, mantenendo un’impostazione coerente: ricostruzione dei fatti, spiegazione del contesto e attenzione alle conseguenze sui sistemi politici e sulle popolazioni coinvolte.

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La vita in redazione e la famiglia

Accanto al profilo pubblico del reporter, viene ricordato anche il suo rapporto con la redazione, vissuta come una comunità professionale. Fabio Scuto era sposato con Patrizia Guidi, storica segretaria di redazione e figura considerata centrale nell’organizzazione del lavoro quotidiano. Guidi era stata allieva del leggendario Rolando Montesperelli, riferimento per molte generazioni di addetti ai lavori.

La loro unione è stata descritta come una testimonianza concreta di come il lavoro giornalistico, fatto di turni, scadenze e urgenze continue, possa creare legami stabili e duraturi. In ambienti dove la pressione è alta e gli eventi cambiano rapidamente, la redazione finisce spesso per assumere i tratti di una famiglia, con relazioni costruite nel tempo e nel confronto quotidiano.

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