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Lutto in Italia, addio a una vera leggenda, indimenticabile

L’appello contro la cucina senz’anima

In una delle sue ultime apparizioni pubbliche, durante la rassegna Food&Book di Montecatini Terme, Aimo e Nadia avevano lanciato un messaggio forte e chiarissimo:
Meno sushi, più lampredotto. Non esistono cucine ricche o povere, ma solo quella buona.”

Una frase che riassumeva tutta la loro visione. Aimo non sopportava la standardizzazione del gusto, le mode gastronomiche del momento o la tendenza a dimenticare le proprie radici. Per lui, ogni piatto era un pezzo di cultura da difendere. “Senza la pasta con le sarde dovremmo cancellare Sciascia e Pirandello. Senza la ribollita, Dante e Leonardo”, amava dire con ironia, ma anche con una profonda consapevolezza del valore culturale del cibo.

Settant’anni tra i fornelli: la dedizione di una vita

Settant’anni di lavoro in cucina, migliaia di piatti preparati, innumerevoli giovani formati: questo è il vero patrimonio che Aimo lascia dietro di sé. Per decenni, ogni sera, il suo ristorante è stato un laboratorio di gusto, un luogo dove la tradizione si rinnovava senza mai snaturarsi.

Tra i suoi piatti indimenticabili spiccano la zuppa etrusca e, naturalmente, lo spaghettone al cipollotto, un inno alla semplicità e alla perfezione dell’equilibrio. Anche il professor Umberto Veronesi, vegetariano convinto, lo amava e diceva: “Tu vendi sapore e salute”. Un complimento che Aimo portava nel cuore, simbolo di un percorso che non ha mai avuto bisogno di effetti speciali per emozionare.

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La musica dei sapori continua

Oggi, con la scomparsa di Aimo, la cucina italiana perde un suo “accordatore di pianoforti”, come lo definì una volta lo chef Negrini: un maestro capace di regolare con finezza ogni armonia del gusto. Ma la sua musica continua a vivere, ogni giorno, nei piatti del suo ristorante e nei ricordi di chi ha avuto il privilegio di incontrarlo.

Aimo Moroni ha lasciato un’eredità che va oltre la cucina: un modo di intendere la vita, semplice, profondo, autentico. Il suo segreto? Amare il cibo come si ama una persona: con rispetto, attenzione e infinita cura.

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