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Lutto nel cinema, addio al grande attore: “Ci mancherai”

Il ritorno al volo con Top Gun

Nel 1986 Tom Skerritt entrò nel cast di Top Gun, altro titolo destinato a diventare un fenomeno popolare. Diretto da Tony Scott, il film raccontava la formazione di un gruppo di piloti della Marina statunitense e aveva in Tom Cruise il suo protagonista, Pete “Maverick” Mitchell.

Skerritt interpretava Mike “Viper” Metcalf, istruttore esperto e figura di riferimento per Maverick. Il suo personaggio aveva un ruolo fondamentale nello sviluppo del giovane pilota, perché custodiva informazioni importanti sul padre del protagonista e lo accompagnava nel confronto con il proprio passato.

Il film riportava inoltre Skerritt in un ambiente, quello aeronautico, che aveva fatto parte della sua esperienza personale. Nel 1951, dopo il diploma alla Mackenzie High School di Detroit, si era infatti arruolato nell’aeronautica militare statunitense con l’obiettivo di viaggiare e diventare pilota.

Il progetto non si realizzò nei termini immaginati: fu assegnato ad attività amministrative ad Austin, in Texas. Quell’esperienza, tuttavia, rappresentò un passaggio formativo prima del ritorno agli studi e dell’avvicinamento alla recitazione. In Top Gun, diversi decenni dopo, avrebbe interpretato un personaggio legato proprio alla disciplina e alla responsabilità del volo militare.

I film degli anni Ottanta e Novanta

Oltre ad Alien e Top Gun, la carriera di Skerritt comprendeva numerosi titoli di rilievo. Nel 1983 apparve in La zona morta, adattamento dell’opera di Stephen King diretto da David Cronenberg, mentre nel 1989 partecipò a Fiori d’acciaio, dramma corale con Sally Field, Julia Roberts, Shirley MacLaine e Olympia Dukakis.

Nel 1990 fu nel cast de La recluta, mentre nel 1992 lavorò con Robert Redford in In mezzo scorre il fiume. In quest’ultimo film interpretava il reverendo MacLean, padre dei due protagonisti, in un racconto ambientato nel Montana e profondamente legato al paesaggio, alla famiglia e alla pesca a mosca.

Il film di Redford rimase significativo anche per gli interessi coltivati dall’attore fuori dal set. Negli anni successivi, infatti, Skerritt avrebbe sostenuto iniziative dedicate alla protezione dei fiumi e degli ecosistemi americani, collegando il proprio impegno ambientale a un’attenzione concreta per il territorio.

Nel 1997 prese parte a Contact, diretto da Robert Zemeckis e interpretato da Jodie Foster, altra produzione di fantascienza di ampia diffusione. Nel 2012, invece, apparve con un breve cameo nei panni di se stesso nella commedia Ted. Anche queste partecipazioni confermano la varietà di un percorso che non si fermò ai ruoli più celebri degli anni precedenti.

L’Emmy per La famiglia Brock

Se il cinema gli garantì una notorietà internazionale, fu la televisione a consegnargli uno dei premi più prestigiosi della sua carriera. Dal 1992 al 1996 Skerritt fu protagonista di La famiglia Brock, titolo italiano della serie Picket Fences, creata da David E. Kelley e ambientata nella fittizia cittadina di Rome, nel Wisconsin.

Nella serie interpretava lo sceriffo Jimmy Brock, marito di una dottoressa e padre di tre figli. Il personaggio era chiamato a gestire l’ordine pubblico in una comunità solo apparentemente tranquilla, dove situazioni insolite e questioni sociali trasformavano la quotidianità in una sequenza di casi complessi.

Per questa interpretazione Tom Skerritt vinse nel 1993 il Premio Emmy come miglior attore protagonista in una serie drammatica. L’anno successivo ricevette una nuova candidatura, a conferma del riscontro ottenuto dal suo lavoro nella produzione.

La famiglia Brock ebbe un peso importante nella sua attività televisiva perché gli offrì un ruolo continuativo e articolato, diverso dalle apparizioni episodiche che avevano caratterizzato parte dei suoi primi anni sul piccolo schermo. La serie gli consentì di costruire, puntata dopo puntata, una figura complessa, divisa tra dimensione privata e responsabilità istituzionale.

Dalle prime serie tv ai ruoli più recenti

Prima di affermarsi al cinema, Skerritt aveva maturato esperienza in diverse produzioni televisive degli anni Sessanta. Comparve in serie molto popolari come Il virginiano, Bonanza, L’ora di Hitchcock e Ai confini della realtà, acquisendo familiarità con i ritmi della televisione americana e con generi differenti.

Il suo debutto cinematografico risaliva al 1962, con Caccia di guerra, titolo originale War Hunt, dramma ambientato durante il conflitto coreano. Nel cast figuravano anche John Saxon, Sydney Pollack e Robert Redford. Per Skerritt si trattò dell’inizio di un’attività che avrebbe continuato per oltre sei decenni.

Negli anni Ottanta prese parte anche a Cin cin, dove interpretava Evan Drake. In seguito apparve in Will & Grace, West Wing – Tutti gli uomini del Presidente e Law & Order – Unità vittime speciali, inserendosi in serie di grande visibilità e rivolte a pubblici differenti.

Nel 2006 entrò nel cast di Brothers & Sisters nel ruolo di William Walker, marito del personaggio interpretato da Sally Field. Nel 2021 tornò poi a un ruolo da protagonista al cinema con East of the Mountains, dove vestiva i panni di un cardiochirurgo in pensione affetto da un tumore terminale, impegnato in un ultimo viaggio attraverso lo Stato di Washington.

Gli studi e la scelta della recitazione

Dopo la conclusione del servizio militare, Skerritt scelse di proseguire la propria formazione accademica. Studiò inglese alla Wayne State University, a Detroit, e in seguito si trasferì all’Università della California di Los Angeles, dove iniziò a frequentare corsi di recitazione.

Il passaggio all’UCLA segnò il cambiamento decisivo nel suo percorso. La recitazione non era stata pianificata sin dall’inizio, ma divenne progressivamente una professione stabile grazie al lavoro tra cinema e televisione. Le prime partecipazioni nelle serie statunitensi gli consentirono di affinare un approccio sobrio e funzionale alla scena.

Nel tempo, questa formazione trovò espressione in personaggi spesso caratterizzati da un forte senso del dovere. Dai ruoli militari alle figure familiari, fino agli uomini di legge e ai professionisti, Skerritt costruì una presenza scenica misurata, adatta a sostenere storie corali senza rinunciare alla centralità del proprio personaggio.

La formazione, i veterani e l’ambiente

Fuori dall’attività di attore, Tom Skerritt dedicò attenzione alla formazione di giovani professionisti del settore audiovisivo. Contribuì a fondare TheFilmSchool a Seattle, progetto rivolto ad aspiranti registi e narratori e pensato per fornire strumenti di lavoro a chi intendeva sviluppare progetti nel cinema.

Un altro ambito al quale riservò energie fu il sostegno ai veterani delle forze armate. Fu tra i promotori del Red Badge Project, iniziativa che utilizza la scrittura e la condivisione delle esperienze personali per aiutare ex militari ad affrontare disturbo da stress post-traumatico, ansia e depressione.

L’impegno dell’attore riguardò anche la tutela dell’ambiente. Ispirato in parte dall’esperienza maturata durante In mezzo scorre il fiume, contribuì a promuovere Reflections of the River, serie documentaria dedicata alle condizioni dei fiumi statunitensi e alla protezione dei loro ecosistemi.

Skerritt sostenne inoltre organizzazioni impegnate nella conservazione dei corsi d’acqua. Si trattava di un’attività parallela al lavoro artistico, ma coerente con un interesse che aveva manifestato pubblicamente nel corso degli anni e che si concentrava sulla salvaguardia delle risorse naturali.

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