Vai al contenuto
Questo sito contribuisce alla audience di

Lutto nella musica, addio a un altro grande interprete delle note

Lutto nella musica, addio a un altro grande interprete delle note

Addio a Willie Colón, leggenda della salsa nuyorican, figura centrale nell’evoluzione della musica latina contemporanea. La conferma è arrivata anche dal su mangaer Pietro Carlos, che lo ha ricordato con parole cariche di stima, definendolo “un architetto del suono”, capace di trasformare il trombone in una voce del popolo e in un ponte tra i Caraibi e la metropoli statunitense.

Willie Colón nacque il 28 aprile 1950 nel South Bronx di New York come William Anthony Colón Román, proveniva da una famiglia di origini portoricane. Crebbe in un contesto complesso, segnato da tensioni sociali e difficoltà urbane, trovando però nella cultura familiare un punto fermo: fu la nonna Antonia, detta “Toña”, a trasmettergli la lingua spagnola e l’identità portoricana che i genitori avevano progressivamente smarrito.

Il suo percorso artistico iniziò tra i banchi di scuola. Studiò prima il flauto, poi la tromba, fino ad approdare al trombone, strumento destinato a diventare il suo marchio sonoro. A soli 16 anni pubblicò il primo album, “El Malo”, insieme a Héctor Lavoe. Il sodalizio tra i due contribuì a rendere popolari brani destinati a entrare nella storia della salsa, portando nelle canzoni i racconti e le cronache urbane delle comunità latine di New York.

Nel 1969 Willie Colón firmò uno dei momenti più significativi della sua carriera con “Che ché colé”, brano che segnò l’espansione afro-caraibica della musica popolare latinoamericana, fondendo una canzone ghanese con i ritmi della bomba portoricana. Negli anni successivi continuò a sperimentare, arrivando nel 1976 alla cosiddetta “salsa sinfonica” con il balletto “El baquiné de los angelitos negros”. L’anno seguente introdusse Rubén Blades nel mercato discografico con l’album “Metiendo mano”, aprendo una fase più consapevole sul piano sociale e politico del genere. Tra le collaborazioni più celebri spicca anche quella con Celia Cruz, che ampliò ulteriormente la risonanza internazionale del suo lavoro.

Willie Colón vantava un legame diretto anche con il pubblico italiano. La sua ultima esibizione nel Paese risale al 2018, quando salì sul palco del Milano Latin Festival, confermando un rapporto consolidato con i fan europei. Fu candidato otto volte ai Grammy nella categoria tropical, ottenendo riconoscimenti prestigiosi come l’ingresso nella International Latin Music Hall of Fame nel 2000, il premio alla carriera della Latin Recording Academy nel 2004 e l’inclusione nella Latin Songwriters Hall of Fame nel 2019.

Oltre alla musica, Willie Colón si fece conoscere per il suo impegno politico e sociale, in particolare a favore delle comunità latine di New York. Le sue prese di posizione e il suo attivismo accompagnarono tutta la carriera, trasformando le esperienze di marginalità urbana in narrazione musicale. Un’eredità artistica e culturale che oggi, alla notizia della sua scomparsa, viene ricordata e celebrata in tutto il mondo.

Pagine: 1 2
powered by Romiltec

©Caffeina Media s.r.l. 2026 | P. IVA: 13524951004


Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure