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Lutto nella musica italiana e internazionale, il triste annuncio: “Sei nella storia”

La collaborazione con ECM e i progetti internazionali

Parallelamente all’attività con gli Oregon, Ralph Towner iniziò un lungo rapporto di collaborazione con la casa discografica Ecm Records, per la quale pubblicò gran parte dei suoi lavori da solista. Nel corso di questa collaborazione ha lavorato con musicisti di rilievo come i Weather Report, Jan Garbarek, Gary Burton ed Egberto Gismonti.

La partecipazione all’album del 1972 “I Sing the Body Electric” dei Weather Report è indicata da molti osservatori come uno dei momenti più significativi del suo percorso artistico, contribuendo a rafforzarne l’immagine di polistrumentista aperto alla sperimentazione e alle contaminazioni tra jazz, rock e musica contemporanea.

Primo piano di Ralph Towner con chitarra

Il trasferimento in Italia e le collaborazioni con artisti italiani

Nei primi anni Novanta Ralph Towner decise di trasferirsi stabilmente in Italia. Visse inizialmente a Palermo e in seguito a Roma, inserendosi in modo strutturato nella scena musicale italiana. Tra le principali collaborazioni spicca quella con il trombettista Paolo Fresu, con il quale registrò l’album “Chiaroscuro” (Ecm, 2009). Importante anche il sodalizio artistico con la cantante Maria Pia De Vito, con cui si è esibito in numerosi concerti in duo.

Nel corso degli anni ha inoltre partecipato a progetti e performance con Pino Daniele e altri protagonisti della musica italiana, confermando la sua capacità di dialogare con mondi sonori eterogenei e di adattare il proprio linguaggio strumentale a contesti diversi.

Il legame con l’Italia e l’incontro con Mariella Losardo

In un’intervista del 2017 rilasciata al sito All About Jazz, Ralph Towner aveva spiegato il profondo legame costruito con l’Italia: “Sono in Italia da 24 anni, 10-11 a Palermo e poi a Roma. Credo che la mia vita musicale sia ancora attiva per via del mio meraviglioso amore italiano, Mariella Losardo. Avevo 50 anni quando ci siamo incontrati, lei aveva già un grande carriera come attrice di teatro nella compagnia di Toni Servillo e viaggiava molto, faceva tour di 8 mesi per parecchi anni. Era una fan degli Oregon e della mia musica grazie a un nostro amico, Tobia Vaccaro, un musicista di Palermo e grosso fan degli Oregon, li faceva sentire a tutti”.

L’incontro con Mariella Losardo avvenne durante un concerto: “Io avevo vissuto da solo a Seattle per 10 anni dopo aver lasciato New York, ed è scattato qualcosa, c’è voluto circa un anno per arrivare a decidere di vivere insieme, lei è un’attrice italiana e io venivo dagli Stati Uniti ma il mio lavoro era principalmente in Europa, ho un agente europeo, una casa discografica europea e i concerti in tutto il mondo. Così per me è stato facile trasferirmi, ero già abituato a stare in Europa, e non è stato uno shock culturale anche stabilirmi a Palermo, perché volevo che lei mantenesse la sua carriera”.

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Un polistrumentista tra ricerca e tradizione

Oltre alla chitarra classica e alla chitarra a dodici corde, Ralph Towner era in grado di suonare con grande competenza anche pianoforte, sintetizzatore, percussioni e tromba. La sua produzione è spesso descritta come un linguaggio emotivamente intenso, ricco di sfumature e di soluzioni armoniche inattese, capace di influenzare più generazioni di musicisti a livello internazionale.

Il progetto Oregon resta uno dei simboli più rappresentativi della sua attività, esempio di come abbia saputo coniugare innovazione, musicalità e sensibilità artistica senza rinunciare alla chiarezza espressiva. La scomparsa di Ralph Towner segna la fine di una delle voci più originali del panorama chitarristico contemporaneo, lasciando un’eredità artistica di grande rilievo per la comunità musicale internazionale.

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