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Madre e figlia avvelenate, emergono nuovi atroci dubbi: cosa salta fuori

Giallo di Pietracatella: la svolta legale e il cambio difensore

Accanto al fronte medico e investigativo, il caso di Pietracatella registra un’improvvisa accelerazione anche sul piano legale. L’ex sindaco e unico superstite della tragedia familiare, Giovanni Di Vita, ha infatti deciso di cambiare il proprio difensore, aprendo una fase nuova nella gestione della sua posizione processuale.

A lasciare l’incarico è stato lo storico penalista Arturo Messere, che ha abbandonato la difesa con dichiarazioni dal tono netto e enigmatico. «Sono un uomo, non un quaquaraquà», ha affermato l’avvocato, aggiungendo poi di non voler dare spazio a quelle che ha definito «cose ibride», lasciando trasparire un possibile disallineamento interno alla strategia difensiva.

Al suo posto è subentrato Vittorino Facciolla, ex segretario regionale del PD e figura nota nel panorama politico molisano. Secondo la sua ricostruzione, il cambio sarebbe stato deciso direttamente da Di Vita per esigenze tecniche e di gestione del procedimento. Facciolla ha inoltre precisato che la posizione del suo assistito non avrebbe subito variazioni, sottolineando come l’ex sindaco continui a essere indicato nel fascicolo come «parte offesa» e non risulti iscritto tra gli indagati.

Un passaggio che aggiunge ulteriore complessità a un’inchiesta già densa di sfumature, dove ogni elemento – dai risultati autoptici alle dinamiche legali – sembra contribuire a rendere il quadro ancora più difficile da decifrare.

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