
Un silenzio durato giorni, poi un dettaglio anomalo che ha fatto scattare l’allarme. Una perdita d’acqua, apparentemente banale, si è trasformata nel segnale che qualcosa non andava. È così che è iniziata la tragica scoperta in un appartamento di Milano, dove madre e figlia sono state trovate senza vita.
Il ritrovamento dopo giorni di silenzio
Le vittime sono una donna di 80 anni e la figlia di 52, trovate nel loro appartamento nel quartiere Villa San Giovanni. I corpi erano in camera da letto e, secondo i primi rilievi, si trovavano già in avanzato stato di decomposizione, segno che il decesso risalirebbe a diversi giorni prima del ritrovamento.
A far scattare l’intervento sono stati i vicini, insospettiti sia dalla perdita d’acqua proveniente dall’abitazione sia dall’assenza prolungata delle due donne, che non si vedevano da tempo.

La scoperta accanto al letto
Accanto al letto è stata rinvenuta una griglia ormai spenta, elemento che ha subito indirizzato gli investigatori verso una possibile causa: l’intossicazione da monossido di carbonio. Si tratta di un gas inodore e invisibile, particolarmente pericoloso in ambienti chiusi.
Gli inquirenti stanno valutando questa come pista principale, anche alla luce delle condizioni in cui sono stati trovati i corpi e dell’assenza di segni evidenti di violenza.
L’ipotesi del suicidio e il biglietto
A rafforzare l’ipotesi del suicidio ci sarebbe anche un biglietto lasciato da una delle due donne. Il contenuto non è stato reso noto, ma rappresenterebbe un elemento chiave per ricostruire quanto accaduto all’interno dell’appartamento.
Al momento, non emergono segni di effrazione o elementi che facciano pensare al coinvolgimento di terze persone. L’attenzione degli investigatori resta concentrata sulla dinamica interna alla casa.
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