Partito Democratico in recupero nelle opposizioni
Sul versante opposto, il Partito Democratico torna a guadagnare terreno e arriva al 21,1%. Il recupero non ridisegna da solo la distanza dalla prima forza politica nazionale, ma conferma una crescita per il principale partito dell’area di centrosinistra.
Il dato del Pd si inserisce in una situazione più articolata per le opposizioni. La capacità di trasformare consensi potenziali in un’alleanza stabile resta uno dei nodi principali, perché le percentuali dei singoli partiti non coincidono automaticamente con la costruzione di un progetto comune.
Rimane invece fermo al 13% il Movimento 5 Stelle. La forza guidata da Giuseppe Conte conserva sostanzialmente il proprio livello di consenso, senza apparenti conseguenze nei numeri dopo le recenti polemiche e gli attacchi arrivati dal fondatore Beppe Grillo.
La stabilità del Movimento 5 Stelle rappresenta un elemento importante nella lettura del campo delle opposizioni. Con il Pd in risalita e il M5S invariato, la distribuzione dei voti continua a dipendere anche dall’andamento delle altre forze, soprattutto quelle collocate a sinistra e nell’area centrista.

Avs arretra, Italia Viva sale: il quadro del campo largo
Tra i partiti minori, Alleanza Verdi e Sinistra scende al 6,2%. Il calo incide sul peso complessivo dell’area progressista, pur mantenendo Avs su una soglia significativa nel confronto con gli altri soggetti politici.
Nell’area centrista, invece, Italia Viva cresce fino al 2,5%. Il partito di Matteo Renzi ottiene quindi un incremento, mentre +Europa registra una diminuzione e si porta all’1,4%. Sono numeri più piccoli rispetto a quelli delle principali forze, ma potenzialmente rilevanti nel calcolo delle alleanze.
Considerando l’insieme dei partiti che potrebbero comporre il cosiddetto campo largo, la somma delle intenzioni di voto arriverebbe intorno al 44%. Il dato supera quello attribuito al centrodestra, ma va letto per ciò che è: una somma teorica dei consensi delle diverse formazioni.
Le nuove rilevazioni consegnano quindi un quadro aperto. Fratelli d’Italia conserva la leadership, il centrodestra mantiene un consenso complessivo consistente, il Pd recupera e il Movimento 5 Stelle resta stabile. Al tempo stesso, la prima flessione di Roberto Vannacci segnala che la corsa di Futuro Nazionale non procede più senza ostacoli. I prossimi sondaggi chiariranno se si tratta di una pausa temporanea o dell’inizio di un cambiamento più duraturo.