I possibili fattori che avrebbero innescato la tragedia
Naeem ritiene che in contesti estremi un singolo problema possa generare rapidamente una sequenza di criticità.
Tra i fattori indicati ci sarebbero:
- perdita dell’orientamento;
- riduzione della visibilità;
- stress operativo;
- aumento del consumo di gas;
- separazione dal gruppo;
- problemi all’attrezzatura;
- panico;
- difficoltà legate alla profondità.
Secondo l’esperto, nessun elemento singolo sarebbe sufficiente da solo a spiegare la tragedia.
L’ipotesi è che si possa essere verificata una concatenazione di eventi in grado di compromettere rapidamente la sicurezza del gruppo.

Proseguono le operazioni nella grotta
Nel frattempo continua il lavoro del team di specialisti finlandesi che ha partecipato al recupero delle vittime. Gli esperti stanno effettuando ulteriori immersioni operative con l’obiettivo di rimuovere:
- sagole guida;
- attrezzature installate durante i recuperi;
- strumenti utilizzati nelle operazioni tecniche.
Parallelamente verranno raccolti ulteriori dati e mappate alcune aree della grotta che potrebbero risultare utili alle autorità.
Intanto la Procura di Roma ha aperto un fascicolo delegando le indagini alla squadra mobile. L’inchiesta procede con l’ipotesi di omicidio colposo e nelle prossime fasi verranno ascoltate diverse persone presenti sulla nave Duke of York durante la spedizione.
Saranno inoltre effettuati approfondimenti tecnici sull’attrezzatura utilizzata, sulla pianificazione dell’immersione e sulle condizioni operative affrontate dal gruppo. Le prossime settimane potrebbero fornire ulteriori elementi utili a chiarire una tragedia che continua a sollevare interrogativi nel mondo della subacquea italiana.