La dinamica della tragedia
I cinque italiani stavano effettuando un’immersione scientifica nelle grotte di Dhekunu Kandu, situate a profondità comprese tra 50 e 60 metri.
Il gruppo era composto dalla biologa marina Monica Montefalcone, dalla figlia, dai ricercatori Muriel Oddenino e Federico Gualtieri e dall’istruttore Gianluca Benedetti.
Tutti erano dotati di computer subacquei, torce e attrezzature tecniche. Gli investigatori ritengono possibile che fosse stato utilizzato anche il cosiddetto “filo d’Arianna”, la sagola impiegata nelle immersioni in grotta per ritrovare il percorso verso l’uscita.
Secondo le ipotesi più accreditate, il gruppo sarebbe entrato nella prima caverna e successivamente nella seconda. Qui il buio e il sollevamento della sabbia dal fondale avrebbero drasticamente ridotto la visibilità, causando il disorientamento dei sub.
Le indagini
Le autorità delle Maldive stanno analizzando i computer subacquei recuperati, che potrebbero fornire dati fondamentali sui movimenti, sulle profondità raggiunte e sui tempi dell’immersione.
Nel frattempo la Procura di Roma si prepara ad aprire un fascicolo sulla morte dei cinque italiani per ricostruire con precisione le circostanze che hanno portato alla tragedia.