
Continua il lavoro di ricostruzione della tragedia costata la vita a cinque subacquei italiani nelle Maldive. Tra le ipotesi formulate dagli esperti emerge ora quella di un improvviso e potente fenomeno di corrente marina che avrebbe trascinato il gruppo all’interno del sistema di grotte sommerse di Dhekunu Kandu.
A prospettare questa ricostruzione è Alfonso Bolognini, presidente della Società italiana di medicina subacquea e iperbarica.
L’ipotesi del risucchio causato dalle correnti
Secondo Bolognini, i cinque sub erano troppo esperti per affrontare un’esplorazione in grotta senza una pianificazione adeguata. Per questo motivo ritiene più plausibile che il gruppo stesse effettuando soltanto un sopralluogo visivo in vista di una successiva immersione esplorativa.
L’esperto richiama le informazioni emerse durante le operazioni di recupero condotte dagli specialisti di DAN Europe. In un primo momento sarebbe stato impiegato un veicolo subacqueo telecomandato (ROV), ma le fortissime correnti presenti all’ingresso delle grotte ne avrebbero impedito l’accesso.
Da qui l’ipotesi che all’interno del sistema di cavità si sia creato un potente effetto Venturi, fenomeno che provoca un’accelerazione del flusso d’acqua nei passaggi più stretti generando una forte forza di aspirazione.
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