La sanità cubana tra passato e crisi

La vicenda porta poi Bassetti a parlare di Cuba, Paese nel quale si trova Di Battista e la cui situazione sanitaria viene analizzata dall’infettivologo all’interno dello stesso intervento.
Bassetti ricorda come, per diversi decenni, la sanità cubana abbia rappresentato un caso di interesse internazionale nonostante le difficoltà economiche dell’isola. Nel suo ragionamento cita la presenza di una rete capillare di medicina territoriale, l’elevato numero di medici e una tradizione considerata significativa nei settori della prevenzione, della formazione e della ricerca biomedica.
Secondo Bassetti, però, il quadro attuale sarebbe profondamente diverso. Il sistema sanitario cubano attraverserebbe una fase di grave difficoltà, caratterizzata dalla carenza di farmaci, materiali sanitari, anestetici, ossigeno e risorse energetiche. Una situazione che, secondo la riflessione proposta, avrebbe conseguenze sulla capacità degli ospedali di garantire interventi tempestivi e cure complesse.
L’infettivologo richiama anche il ruolo delle sanzioni e dell’embargo statunitense, sostenendo che abbiano contribuito a rendere più fragile l’approvvigionamento cubano, con difficoltà nell’accesso a medicinali, tecnologie, componenti e finanziamenti internazionali.
Allo stesso tempo, Bassetti evita di attribuire ogni responsabilità alle sole sanzioni. «Questo non significa negare le responsabilità del governo cubano e delle sue scelte economiche e politiche», precisa, invitando a considerare la situazione nella sua complessità.

Vaccini e prevenzione, l’altra faccia di Cuba
Nel ragionamento di Bassetti c’è anche un riconoscimento dei risultati raggiunti storicamente dall’isola nel campo della prevenzione sanitaria.
L’esempio scelto è quello delle vaccinazioni pediatriche. Cuba ha sviluppato capacità scientifiche e produttive proprie nel settore dei vaccini e, secondo quanto ricorda Bassetti, ha raggiunto livelli di copertura molto elevati. Durante la pandemia, l’isola arrivò inoltre a vaccinare i bambini a partire dai due anni utilizzando vaccini sviluppati sul territorio nazionale.
È proprio questo contrasto a rappresentare il punto centrale della riflessione: da una parte un sistema sanitario oggi descritto come sottoposto a una crisi profonda, dall’altra un patrimonio costruito negli anni nei settori della prevenzione, delle vaccinazioni e dell’organizzazione della sanità pubblica.
Bassetti invita quindi a evitare letture assolute e contrapposizioni ideologiche. «Si può criticare il governo cubano senza negare i risultati storici della sanità cubana», scrive. E ancora: «Si può denunciare l’embargo americano senza trasformare Cuba in un modello perfetto».
Il ragionamento si chiude tornando alla persona da cui tutto era partito. Al di là della politica, delle valutazioni sulla sanità cubana e del confronto ideologico sull’isola, per Bassetti resta una priorità: le condizioni di Alessandro Di Battista.
«E soprattutto, in questo momento, si può parlare di tutto questo senza dimenticare la cosa più importante: Alessandro, forza. Speriamo davvero che tu possa tornare presto».