Corruzione e ambiente restano temi centrali
Tra i nodi più delicati della campagna elettorale c’è anche la questione della corruzione. Un rapporto del Consiglio d’Europa pubblicato nel 2025 ha evidenziato come Malta debba ancora compiere passi significativi nella lotta ai fenomeni corruttivi.
Parallelamente cresce la preoccupazione per gli effetti dei cambiamenti climatici. La scarsità di risorse naturali e il rischio di desertificazione rendono l’isola particolarmente esposta agli effetti delle ondate di calore e della siccità.
L’ombra del caso Daphne Caruana Galizia
Sul voto continua inoltre a pesare il ricordo dell’assassinio della giornalista investigativa Daphne Caruana Galizia, uccisa nel 2017 dopo aver denunciato casi di corruzione ai massimi livelli dello Stato.
L’attuale premier Robert Abela è arrivato al governo nel 2020 dopo le dimissioni del suo predecessore, travolto dalla crisi politica scaturita proprio dalle indagini sul delitto. Il processo a carico dell’imprenditore Yorgen Fenech, accusato di aver commissionato l’omicidio, rappresenta ancora oggi una delle vicende più controverse della politica maltese.
Secondo diversi osservatori, la scelta di anticipare il voto potrebbe essere legata anche alla volontà di evitare che l’evoluzione giudiziaria del caso influenzi ulteriormente il consenso del Partito Laburista.
I sondaggi favoriscono ancora i laburisti
Nonostante la crescita di popolarità del leader conservatore Alex Borg, gli ultimi rilevamenti attribuiscono al Partito Laburista circa il 49% delle intenzioni di voto, contro il 38% del Partito Nazionale.
Se le previsioni verranno confermate dalle urne, Robert Abela entrerà nella storia politica del Paese conquistando il quarto successo consecutivo del suo partito e consolidando ulteriormente il dominio laburista iniziato nel 2013.