
Il maltempo torna a mettere in allarme gran parte dell’Italia, con una nuova fase perturbata che porta con sé temporali intensi, possibili nubifragi e forti raffiche di vento. La giornata di venerdì 9 ottobre si apre con una situazione particolarmente delicata in diverse aree del Paese, dove la Protezione civile ha diramato allerte meteo di diverso livello. In alcune zone sono già scattati provvedimenti precauzionali per limitare i rischi e proteggere la popolazione, con la sospensione delle lezioni e la chiusura di parchi, cimiteri e altri spazi pubblici. Ma quali sono le regioni interessate e dove gli studenti resteranno a casa?

Allerta arancione in Lazio e Campania: le zone più a rischio
Per venerdì 9 ottobre 2026, la Protezione civile ha emesso un’allerta meteo arancione in alcune aree del Lazio e della Campania. Nel Lazio sono interessati il Bacino del Liri, i Bacini Costieri Sud e l’Aniene, dove l’attenzione è rivolta sia al rischio di temporali sia a quello idrogeologico. In Campania, invece, il livello di allerta arancione riguarda la Piana campana, Napoli, le isole e l’area vesuviana, con particolare attenzione al rischio idrogeologico.
Si tratta di territori nei quali le precipitazioni intense potrebbero provocare criticità, soprattutto nelle aree più esposte agli effetti delle piogge abbondanti. La situazione ha già spinto diverse amministrazioni locali ad adottare misure preventive, tra cui la chiusura delle scuole e di luoghi frequentati quotidianamente da cittadini e famiglie.
L’allerta gialla interessa complessivamente 14 regioni, coinvolte in misura diversa a seconda dei fenomeni meteorologici attesi. Tra i territori interessati figurano Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Puglia, Sicilia, Toscana e Umbria.
Per quanto riguarda il rischio di temporali, le aree coinvolte comprendono Abruzzo, Basilicata, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Molise, Puglia, Sicilia, Toscana e Umbria, oltre ad altre zone della Campania e del Lazio già interessate da livelli di allerta superiori.
Il rischio idrogeologico riguarda invece Abruzzo, Calabria, Campania, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Molise, Piemonte, Puglia, Sicilia e Toscana. L’attenzione resta quindi alta in una parte consistente del territorio nazionale, dove le precipitazioni potrebbero determinare disagi e rendere necessarie ulteriori misure di sicurezza a livello locale.
Scuole chiuse in Toscana: i Comuni interessati
Tra le regioni che hanno adottato provvedimenti per fronteggiare l’ondata di maltempo c’è la Toscana. In seguito all’allerta diramata dalla sala regionale di Protezione civile, diversi Comuni hanno disposto la chiusura di scuole e spazi pubblici, mentre altre amministrazioni hanno introdotto limitazioni per ridurre i rischi legati alle condizioni meteorologiche.
Le lezioni sono sospese a Livorno, Pistoia e in altre località della provincia, oltre che a Carrara e in diversi Comuni della Lunigiana. Provvedimenti analoghi interessano Grosseto e vari centri della Maremma. Le misure adottate non riguardano soltanto gli istituti scolastici: in numerose località sono state disposte anche chiusure di giardini e cimiteri.
A Carrara sono stati interdetti anche gli arenili, mentre a Firenze sono stati sospesi i mercati e la fermata Cascine della linea tramviaria T1. A Lucca il sindaco ha disposto la chiusura delle Mura urbane, mentre a Viareggio il viale dei Tigli non è transitabile. A Prato, infine, sono stati adottati provvedimenti che interessano giardini, impianti sportivi, piste ciclabili e cimiteri.
Le disposizioni possono variare da un Comune all’altro e riguardano sia la sicurezza degli studenti sia la necessità di limitare gli spostamenti nelle aree maggiormente esposte alle conseguenze delle precipitazioni.
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