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Mamma e figlia avvelenate, scoperto il movente. I pm certi: “Chi è il colpevole”

Le dichiarazioni dei familiari e le incongruenze al vaglio

Tra le persone ascoltate dagli inquirenti figura anche Laura Di Vita, cugina del marito di Antonella. Dopo i decessi, la donna avrebbe ospitato in casa il padre e la figlia sopravvissuta della famiglia.

Laura Di Vita sarebbe già stata convocata in più occasioni e dovrà essere sentita nuovamente. Gli investigatori stanno verificando la coerenza delle sue dichiarazioni rispetto a quanto riferito da altri testimoni, con particolare attenzione alla ricostruzione delle giornate di Natale.

Gli accertamenti riguardano anche possibili omissioni ritenute significative, con l’obiettivo di ricostruire in modo dettagliato movimenti, contatti e dinamiche familiari nelle ore e nei giorni precedenti all’avvelenamento.

Ricina confermata: parte della famiglia insiste sull’ipotesi di incidente

Nonostante le verifiche del centro antiveleni di Pavia abbiano confermato la presenza di ricina, una parte della famiglia continuerebbe a sostenere l’ipotesi dell’incidente. Si tratta di una linea che gli investigatori monitorano mentre proseguono riscontri e audizioni.

Più prudente, secondo quanto riferito, la posizione dei parenti di Antonella Di Ielsi, che al momento non avrebbero espresso valutazioni pubbliche in attesa di ulteriori sviluppi.

Parallelamente viene analizzato anche il contesto relazionale, per delineare eventuali tensioni o contrasti che possano avere avuto un peso nella vicenda.

Inchiesta su avvelenamento con ricina: accertamenti su contesto e rapporti familiari

Accertamenti digitali: telefoni e router al centro dell’inchiesta

Un capitolo rilevante dell’indagine riguarda gli approfondimenti tecnologici. Gli investigatori hanno sequestrato i telefoni cellulari delle vittime e quelli della figlia maggiore Alice, per analizzare conversazioni, cronologie e contenuti archiviati.

Gli specialisti del Servizio centrale operativo stanno inoltre esaminando i router wifi dell’abitazione. L’obiettivo è verificare accessi alla rete domestica, dispositivi collegati e possibili ricerche online effettuate nei giorni precedenti ai fatti.

Dalle analisi sui dispositivi potrebbero emergere elementi utili a definire con maggiore precisione gli ultimi momenti di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita e a chiarire in modo definitivo la sequenza degli eventi avvenuti durante le festività natalizie.

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