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Mario Draghi, la notizia è appena arrivata: cosa succede

Mario Draghi indicato dal governo come possibile inviato speciale in Ucraina

Il governo italiano conferma il sostegno alla candidatura di Mario Draghi come possibile inviato speciale dell’Unione europea in Ucraina. La posizione dell’esecutivo è stata chiarita dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giovanbattista Fazzolari, che ha affrontato il tema in un’intervista rilasciata al quotidiano Il Foglio.

Alla domanda sull’eventualità di una designazione dell’ex presidente del Consiglio italiano a questo incarico, Fazzolari ha risposto senza esitazioni: «Sì, se fosse per noi sì». La dichiarazione rende esplicito l’appoggio politico dell’Italia a un ruolo di primo piano per Draghi nel contesto delle iniziative diplomatiche europee legate al conflitto in Ucraina.

Il precedente intervento di Giorgia Meloni sul dossier Ucraina

L’ipotesi di individuare una figura di alto profilo europeo per seguire il dossier Ucraina era già emersa nelle scorse settimane. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, durante la conferenza stampa di fine anno, aveva infatti richiamato la necessità di una personalità autorevole incaricata di rappresentare l’Unione europea in questo ambito.

In quell’occasione, Meloni aveva sottolineato l’importanza di un coordinamento diplomatico forte e riconoscibile, in grado di interfacciarsi con i diversi attori internazionali coinvolti nella crisi. Il nome di Mario Draghi, pur non formalizzato in quella sede, è stato successivamente indicato come quello maggiormente sostenuto dall’esecutivo italiano.

Il ruolo dell’Italia e il profilo di Mario Draghi nella strategia europea

Secondo il ragionamento del governo, l’Italia sarebbe nelle condizioni di proporre «la figura migliore» per l’incarico di inviato speciale dell’Unione europea in Ucraina. L’obiettivo è individuare un rappresentante dotato di riconosciuta esperienza internazionale e con una credibilità consolidata nelle principali capitali europee.

In questa prospettiva, il profilo di Mario Draghi viene ritenuto idoneo non solo dal punto di vista tecnico e istituzionale, ma anche sul piano delle relazioni politiche. L’ex presidente della Banca centrale europea e già presidente del Consiglio italiano è considerato una figura apprezzata sia in Francia sia in Germania, partner centrali nei processi decisionali dell’Unione europea.

La possibile nomina di Draghi a questo ruolo, se confermata dalle istituzioni europee competenti, lo porrebbe al centro degli sforzi diplomatici del blocco comunitario per la gestione del conflitto in Ucraina. L’incarico di inviato speciale avrebbe infatti una funzione strategica di coordinamento e rappresentanza nelle iniziative politiche e negoziali promosse dall’Unione europea.

Prospettive europee sulla gestione del conflitto in Ucraina

La definizione di una figura unica e riconosciuta come referente europeo per la crisi in Ucraina rientra nella più ampia strategia dell’Unione europea di rafforzare il proprio ruolo diplomatico. In questo quadro, la candidatura di Mario Draghi si inserisce come una delle ipotesi al vaglio delle istituzioni comunitarie.

Al momento, la sua designazione non è ancora stata ufficialmente deliberata a livello europeo. Tuttavia, il sostegno espresso dall’esecutivo italiano e il riconoscimento di Draghi da parte di partner come Francia e Germania configurano una proposta che, se accolta, attribuirebbe all’ex premier un incarico di rilievo nel contesto della politica estera dell’Unione europea verso l’Ucraina.

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