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Mario Roggero, la prima notte in carcere: cos’è successo

La battaglia sul risarcimento ai familiari delle vittime

Il gioielliere è tornato anche sul tema del risarcimento disposto nei confronti dei familiari dei due rapinatori uccisi.

La sentenza confermata dalla Cassazione prevede infatti il pagamento di provvisionali immediatamente esecutive per un totale di 480 mila euro, somma che rappresenta un anticipo sul futuro risarcimento dei danni, la cui quantificazione definitiva sarà stabilita in sede civile.

Roggero ha contestato duramente questa previsione, sostenendo che l’attuale normativa finisca per tutelare chi commette reati anziché chi reagisce a una rapina.

Il ricordo della rapina del 2021

Ripercorrendo quanto accaduto il 28 aprile 2021 nella sua gioielleria di Grinzane Cavour, Roggero ha spiegato di aver agito perché convinto di essere in pericolo. Secondo il suo racconto, in quei momenti avrebbe avuto paura per la propria vita. Alla domanda se oggi rifarebbe la stessa scelta, ha evitato una risposta netta, sottolineando che è impossibile giudicare una situazione simile senza trovarsi davanti a una pistola puntata.

Parole che riaccendono il dibattito sul tema della legittima difesa, da anni al centro del confronto politico e giuridico. Tra le domande rivolte al gioielliere c’è stata anche quella su un possibile ingresso in politica. Roggero ha preferito non sbilanciarsi, spiegando che al momento il suo pensiero è rivolto esclusivamente alla vicenda giudiziaria.

L’argomento, tuttavia, è tornato d’attualità dopo le dichiarazioni del sottosegretario Claudio Durigon, esponente della Lega, che ha definito l’ipotesi di una futura candidatura come una possibilità da non escludere, pur precisando che non esiste alcun progetto concreto.

L’ultimo saluto alla famiglia prima della detenzione

Ad accompagnare Roggero al carcere di Bollate sono state la moglie e la figlia Laura. Prima di entrare nell’istituto, il 72enne ha rivolto loro un lungo saluto, parlando anche dei nipoti. In particolare ha ricordato una promessa fatta a uno di loro, che gli aveva chiesto di essere portato a Gardaland se non fosse finito in carcere. Un impegno che, almeno per ora, non potrà mantenere. Roggero ha spiegato di sperare comunque di poter seguire la crescita dei nipoti anche durante il periodo di detenzione.

Ha inoltre raccontato di aver scelto Bollate perché gli era stato descritto come un istituto in cui è possibile partecipare a numerose attività, aggiungendo di voler approfittare del tempo per imparare finalmente l’inglese.

Se davanti alle telecamere Roggero era apparso combattivo, le prime ore trascorse in carcere sarebbero state molto più difficili. Secondo quanto riferito da fonti vicine all’istituto penitenziario, il gioielliere sarebbe apparso profondamente provato e, una volta entrato nella struttura, avrebbe anche pianto. Attualmente è detenuto in una sezione a regime ordinario del carcere di Bollate.

La vicenda continua intanto ad avere importanti risvolti politici. Diversi esponenti del centrodestra hanno ribadito il proprio sostegno al gioielliere, ritenendo eccessiva la condanna inflitta. Per la mattinata di sabato è stata annunciata anche la presenza del vicepremier Matteo Salvini, insieme a una delegazione della Lega, davanti al carcere di Bollate per manifestare solidarietà nei confronti di Roggero.

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