Roggero e il futuro giudiziario: “Non è finita”
Il giorno successivo all’ingresso in carcere, Roggero ha incontrato il proprio difensore nella sala colloqui. Indossava una polo chiara, jeans e ciabatte e avrebbe ricevuto i messaggi inviati dalla moglie e dalle figlie.
Si sarebbe emozionato anche per le parole dell’amico Robertino Zancan, orafo veneto coinvolto in passato in una rapina durante la quale sparò contro gli aggressori senza provocarne la morte. Sul piano giudiziario, Roggero intende proseguire con iniziative volte a rimettere in discussione la sua posizione.
Il suo profilo Instagram, affidato a un social media manager, ha intanto superato i 183 mila follower. Nella cella è presente anche un televisore, sul quale scorrono i servizi dedicati alla vicenda.
Il percorso a Bollate e l’accoglienza degli agenti
Nel reparto sono disponibili biblioteca, palestra, cappella e spazi per i volontari. L’avvocato avrebbe suggerito a Roggero di abbonarsi a un quotidiano, mentre il detenuto avrebbe manifestato l’intenzione di iscriversi a un corso di inglese.
Dopo i colloqui con medico e psicologo, Roggero spera di rimanere a Bollate. La permanenza, al momento, non appare automatica: la struttura ospita abitualmente persone che hanno già avviato un percorso rieducativo in altri istituti.
I rapporti con gli altri reclusi risultano finora tranquilli. L’elemento di maggiore disagio sarebbe legato soprattutto alla forte esposizione mediatica connessa al suo arrivo. Diversa l’accoglienza descritta dal difensore da parte della polizia penitenziaria. Secondo il suo avvocato, gli agenti lo avrebbero accolto «a braccia aperte», dicendogli: «Sappiamo perché sei qui, ma umanamente ti capiamo».
La richiesta di vigilanza e il confronto sulle motivazioni della sentenza
Fuori dal carcere, la famiglia ha chiesto ai Carabinieri un rafforzamento della vigilanza davanti all’abitazione e alla gioielleria. Mariangela Roggero vive nella villa di famiglia, nelle Langhe, insieme alle figlie e con riservatezza segue questa fase della vicenda.
«Vuole maggiore vigilanza, è in una casa molto grande, da sola» ha spiegato il legale.
Il fratello Dante Roggero ha sostenuto che nel processo avrebbe dovuto avere maggiore peso la condizione psicologica del gioielliere al momento dei fatti. «Quando ha sparato era ancora convinto che la rapina fosse in corso» sostiene.
Una tesi che si confronta con le motivazioni della Corte d’Appello di Torino, secondo cui Roggero agì in modo «lucido», «consapevole» e con «piena aderenza alla realtà». I giudici hanno richiamato il disturbo post traumatico da stress seguito alla rapina del 2015 e precedenti episodi ritenuti indicativi di impulsività.
La famiglia respinge tale ricostruzione, definendola «falsa» e sostenendo che, in un episodio del 2005, l’arma fosse scarica e il comportamento fosse riconducibile a un «istinto di protezione paterna».
Grinzane Cavour divisa e il risarcimento alle vittime
A Grinzane Cavour, commercianti e residenti continuano a esprimere vicinanza a Roggero, chiedendo la grazia o la possibilità di un periodo ai domiciliari. Davanti alla gioielleria restano visibili striscioni e scritte come «Roggero libero».
Di segno opposto la posizione dell’avvocato Giuseppe Roberto Caruso, che assiste la famiglia di Andrea Spinelli, uno dei due rapinatori uccisi. «Chi ragiona così legittima il Far West. Una vita umana non può valere come una borsa di gioielli» ha affermato l’avvocato Giuseppe Roberto Caruso che assiste la famiglia di Andrea Spinelli, uno dei due rapinatori uccisi.
Il legale ha annunciato l’avvio delle procedure di pignoramento per ottenere il pagamento dei 780 mila euro di risarcimento riconosciuti ai familiari delle vittime, somma che, secondo quanto sostenuto dalla difesa della famiglia Spinelli, non sarebbe stata ancora versata. Il quadro resta quindi aperto tra detenzione, iniziative giudiziarie annunciate e richieste delle parti coinvolte.