
A quasi quattro anni dalla rapina nella gioielleria di Grinzane Cavour che sconvolse l’Italia, emergono nuovi particolari destinati a riaprire il dibattito. Una ricostruzione pubblicata nelle ultime ore racconta infatti ciò che sarebbe accaduto nei mesi precedenti all’assalto e che, secondo alcuni, avrebbe potuto cambiare il corso degli eventi. Al centro della vicenda c’è Andrea Spinelli, uno dei due rapinatori rimasti uccisi durante la fuga dopo il colpo messo a segno nella gioielleria di Mario Roggero.

La richiesta di arresto prima della rapina
Secondo quanto riportato da Il Foglio e ripreso successivamente da La Verità in un articolo firmato da Gianluigi Paragone, due mesi prima della rapina i carabinieri di Alba avrebbero chiesto alla Procura di Asti l’applicazione di una misura cautelare nei confronti di Andrea Spinelli.
La richiesta sarebbe nata in seguito a un’indagine relativa a una presunta estorsione ai danni di un imprenditore. Gli investigatori ritenevano che gli elementi raccolti fossero sufficienti per giustificare un provvedimento restrittivo nei confronti del giovane, già conosciuto dalle forze dell’ordine.
L’episodio che aveva fatto partire le indagini
Stando alla ricostruzione giornalistica, Spinelli avrebbe raggiunto un imprenditore nel garage della sua abitazione insieme a un complice.
In quella circostanza la vittima sarebbe stata minacciata, schiaffeggiata e costretta a firmare alcune cambiali sotto pressione. Proprio questo episodio avrebbe portato i carabinieri ad avviare le indagini e successivamente a chiedere l’arresto del giovane.
Durante gli accertamenti sarebbe stata eseguita anche una perquisizione nella sua abitazione.
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