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Mario Roggero, ora teme per la moglie: cosa sta succedendo

Dietro le mura del carcere di Bollate c’è un uomo che guarda al futuro con una speranza precisa e una preoccupazione che torna ogni giorno nei suoi pensieri. Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour condannato a 14 anni e 9 mesi, ha raccontato la sua nuova realtà da detenuto e il timore per la moglie e le figlie che oggi portano avanti la gioielleria di famiglia.

Mario Roggero e la speranza della grazia di Mattarella

La richiesta di grazia al presidente della Repubblica Sergio Mattarella resta al centro delle aspettative di Mario Roggero. Come riporta Leggo, il gioielliere avrebbe espresso il desiderio che il Capo dello Stato valuti la sua situazione «con molta attenzione e umanità, al di là e al di sopra delle polemiche che hanno segnato la mia vicenda».

La condanna a 14 anni e 9 mesi è arrivata per la vicenda avvenuta nella sua gioielleria di Grinzane Cavour, in provincia di Cuneo, dove nel 2021 morirono due rapinatori e un terzo rimase ferito dopo la reazione del commerciante.

Una storia giudiziaria che ha diviso l’opinione pubblica tra chi ha manifestato solidarietà nei confronti del gioielliere e chi ha invece sottolineato la gravità dei fatti accertati nei diversi gradi di giudizio.

Il racconto delle giornate nel carcere di Bollate

Nel corso di un incontro con il senatore della Lega Giorgio Bergesio, che lo ha visitato nel penitenziario milanese, Mario Roggero ha parlato anche delle condizioni della sua detenzione.

Come riferisce Leggo, il gioielliere ha spiegato che nella struttura carceraria esiste la possibilità di trascorrere gran parte della giornata fuori dalla cella, rispettando però gli spazi e le regole previste: «Dalle 8 alle 21 noi detenuti possiamo rimanere all’esterno delle celle e muoverci, ma sempre nel rispetto degli spazi consentiti».

Roggero avrebbe raccontato anche il rapporto con gli altri detenuti, spiegando di riuscire a mantenere un dialogo sereno, pur riconoscendo le difficoltà di una convivenza complessa: «Riesco a dialogare serenamente con le altre persone recluse – aggiunge – anche se in quest’ambiente trovare un equilibrio nei rapporti non è affatto semplice». Il pensiero più forte, però, resta rivolto alla famiglia. E in Roggero si è insinuata una nuova forte preoccupazione.

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