Perché è stato così difficile trovare il corpo
La complessità delle ricerche è stata determinata soprattutto dalle particolari caratteristiche del Lago di Vico. Il fondale raggiunge una profondità di circa 50 metri ed è caratterizzato, nei primi 8-9 metri, da una fitta vegetazione acquatica che rende estremamente difficile l’individuazione di persone o oggetti sommersi.
A complicare ulteriormente le operazioni è stata la quasi totale assenza di visibilità sott’acqua. Oltre la fascia di vegetazione, infatti, il fondale è composto da un substrato limo-argilloso che, al minimo movimento, solleva una grande quantità di sedimenti creando una sospensione che impedisce ai sommozzatori di vedere anche a brevissima distanza.
Proprio per queste condizioni non è stato possibile affidarsi esclusivamente alle immersioni. I soccorritori hanno utilizzato anche sonar a scansione laterale, strumenti capaci di mappare il fondale attraverso onde acustiche e di individuare anomalie anche in assenza totale di visibilità. Solo grazie alla combinazione tra tecnologia e immersioni specialistiche è stato possibile localizzare il corpo dopo oltre un mese di ricerche.
L’ipotesi sulle cause del decesso
Le cause della morte saranno chiarite dagli accertamenti medico-legali e dall’eventuale autopsia. Al momento, tra le ipotesi prese in considerazione figura quella di un possibile shock termico subito dopo l’ingresso nelle acque del lago, ma saranno gli esami disposti dalla magistratura a stabilire con certezza cosa sia accaduto.
La salma resterà a disposizione dell’autorità giudiziaria prima della restituzione ai familiari. Successivamente Luigi Cavallari sarà sepolto nel cimitero di Ronciglione, comune del Viterbese al quale lui e la famiglia Roccella erano da tempo legati.
Si chiude una vicenda che aveva tenuto con il fiato sospeso
La scomparsa di Luigi Cavallari aveva suscitato grande apprensione fin dai primi momenti, dando il via a un’imponente macchina dei soccorsi. Il ritrovamento del corpo mette purtroppo fine a settimane di ricerche e restituisce ai familiari la possibilità di dare l’ultimo saluto al professore universitario, mentre gli investigatori proseguiranno gli accertamenti per ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto.