Energia e tensioni internazionali: missione in Azerbaigian
Parallelamente, sul piano energetico, la presidente del Consiglio è attesa in Azerbaigian il 5 maggio per un confronto finalizzato a un possibile incremento delle forniture di gas attraverso il gasdotto TAP. L’obiettivo è contenere gli effetti sul mercato energetico legati alle tensioni regionali e alle ricadute della guerra in Iran.
Nello stesso contesto, gli Stati Uniti hanno comunicato di aver preso il controllo di una nave cargo battente bandiera iraniana nel Golfo dell’Oman. L’episodio si inserisce in un quadro diplomatico complesso, con ripercussioni potenziali sulla sicurezza delle rotte commerciali.

Decreto Sicurezza: tensioni nella maggioranza
Il decreto Sicurezza è atteso domani in Aula alla Camera, con la questione di fiducia già predisposta. Tuttavia, nella coalizione di governo è emersa una divisione su una disposizione specifica: la previsione di compensi agli avvocati che favoriscono i rimpatri volontari dei migranti, misura che le opposizioni hanno definito “bonus rimpatri”.
Fratelli d’Italia e Lega sostengono la norma. Il senatore Lucio Malan ha motivato l’impianto spiegando che, allo stato attuale, l’avvocato viene retribuito quando avvia un contenzioso contro l’espulsione, mentre non è previsto un riconoscimento economico nel caso in cui assista il cliente verso il rimpatrio volontario. La misura, nelle intenzioni, puntava a colmare tale asimmetria.
Forza Italia e Noi Moderati hanno manifestato contrarietà, mentre viene segnalata la possibilità di interlocuzioni istituzionali per una revisione del testo. Italia Viva ha definito il confronto un segnale di difficoltà, parlando di “ennesima prova di un governo più confuso che persuaso”. Le tensioni rischiano di incidere sull’iter di conversione di un provvedimento già oggetto di contestazioni.
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Opposizioni e strategia: Conte rilancia sulle primarie
Nel campo delle opposizioni, Giuseppe Conte è intervenuto a Che Tempo Che Fa per spiegare la propria posizione sulle primarie della coalizione progressista. Ha respinto l’interpretazione secondo cui l’iniziativa sarebbe volta a dividere, dichiarando: “Non è che ho detto ‘facciamole’ perché voglio dividere. Adesso dobbiamo costruire un programma condiviso”.
Conte ha richiamato alcuni segnali di partecipazione, citando i 2 milioni di astensionisti tornati al voto al referendum sulla giustizia e la presenza numerosa in contesti universitari. Sul rapporto con Renzi ha ridimensionato la contrapposizione, affermando: “Non ce l’ho con lui. A me interessa un progetto progressista dove non ci sia contaminazione tra politica e affari“.
Nel suo intervento, Conte ha inoltre insistito sulla necessità di una legge sul conflitto di interessi e ha criticato l’esecutivo su caro-energia e gestione degli extraprofitti. Il quadro complessivo restituisce una giornata politica caratterizzata da dossier internazionali, tensioni legislative interne e un’opposizione impegnata a definire regole e perimetro del possibile schieramento alternativo.