Il calo delle temperature e il rischio di temporali intensi
Nel breve periodo è previsto un abbassamento delle temperature, anche se non immediato né uniforme. Tra martedì e mercoledì la diminuzione dovrebbe restare contenuta: dai picchi recenti prossimi ai 38 gradi si passerebbe a valori attorno ai 34-35. La variazione più netta è attesa giovedì, quando in alcune aree si potrebbe scendere sotto i 30 gradi. Proprio questa transizione, evidenzia Gozzini, richiede attenzione per i possibili effetti sull’instabilità.
Il punto critico è l’interazione tra aria più fresca in quota e un’atmosfera ancora surriscaldata e ricca di umidità dopo giorni di intensa evaporazione. “Ci aspettiamo temporali molto forti”, afferma il meteorologo. Le zone più esposte, in base allo scenario descritto, includono le Alpi e l’Appennino centrale, con particolare riferimento alle aree tra Toscana, Umbria e Abruzzo. Le prime manifestazioni di instabilità, aggiunge, si sono già osservate in Piemonte, anche nell’area di Torino.
In questa fase, la distribuzione dei fenomeni potrebbe risultare irregolare: i temporali tipici dell’instabilità estiva possono colpire in modo localizzato, con differenze marcate anche tra comuni vicini. La combinazione tra calore residuo, umidità e infiltrazioni più fresche favorisce rovesci rapidi ma intensi, con possibili accumuli elevati in tempi brevi, grandine e colpi di vento.
La situazione, inoltre, può evolvere rapidamente nell’arco della giornata. In genere, con suolo caldo e aria umida, il rischio convettivo tende ad aumentare nelle ore centrali e nel tardo pomeriggio, soprattutto su rilievi e aree interne, per poi trasferirsi localmente verso pianure e coste nelle ore successive. L’attenzione resta elevata perché questi episodi possono produrre criticità temporanee sulla viabilità e nei centri urbani.
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