Il “giro di valzer” delle correnti e la variabilità delle piogge
L’elemento chiave per comprendere il “quando” dell’arresto delle piogge risiede nella configurazione delle correnti atmosferiche. Nella prima parte di febbraio, la disposizione delle alte e basse pressioni non favorisce l’instaurarsi di un promontorio anticiclonico statico e duraturo. Al contrario, il pattern prevalente è quello di una circolazione dinamica e mobile, che alterna fasi di instabilità ad altre di pausa.
Secondo le tendenze più recenti, già superata la metà del mese potrebbero emergere segnali di cambiamento: alcune proiezioni meteorologiche ipotizzano un’incursione di venti settentrionali che possono favorire giornate più asciutte e, in alcune aree del Nord, anche temperature sotto la media.
In altre parole, non si profila un ritorno immediato del sole stabile ovunque, ma piuttosto un disegno meteorologico più variabile, con intervalli di tempo più asciutto e pause più lunghe tra una perturbazione e l’altra.
Questa dinamica non significa che la pioggia si fermerà in modo netto a una data specifica: piuttosto, si delineerà un graduale passaggio da un regime di piogge continue a uno più intermittente, con spunti di alta pressione alternati a episodi instabili. È importante sottolineare come, in inverno, la zona mediterranea sia naturalmente soggetta a questo tipo di variabilità, soprattutto in fase di transizione stagionale.
Previsioni a medio termine: meno piogge persistenti, più pause asciutte
Guardando oltre la stretta attualità, i modelli di previsione aggregati indicano che la fase delle piogge continue sta progressivamente lasciando spazio a un tempo meno uniforme. Ciò implica che, pur rimanendo possibili precipitazioni sparse, la presenza di pause asciutte più frequenti diventerà caratteristica distintiva del meteo italiano nella seconda metà del mese di febbraio.
Questo non vuol dire che la pioggia sarà completamente assente: episodi isolati potranno ancora verificarsi, soprattutto nelle regioni esposte ai flussi atlantici o mediterranei. Tuttavia, la persistenza delle precipitazioni, tipica delle fasi perturbate degli scorsi giorni, tenderà ad attenuarsi. Il passaggio stagionale vede infatti una riproposizione di correnti più mobili e meno bloccate, che favoriscono un’alternanza di condizioni meteorologiche piuttosto che un dominio costante delle perturbazioni.
In questo scenario, alcune aree godranno di pause asciutte più prolungate, con occasionali ingressi di aria più fredda e temporanee inversioni delle temperature sotto la media. Anche se queste condizioni non costituiscono un ritorno definitivo alla stabilità primaverile, segnano un cambiamento rispetto alle piogge continue delle settimane precedenti, rispondendo – almeno in parte – a chi si chiede quando smetterà di piovere senza però identificare una data assoluta e ferma.