Il rischio è l’afa nella seconda fase
Il quadro potrebbe cambiare in modo progressivo dopo l’apice stimato tra domenica e lunedì. In assenza di correnti più fresche o di perturbazioni in grado di rimescolare l’atmosfera, il caldo potrebbe diventare gradualmente più umido e pesante, con un incremento della componente afosa soprattutto nelle zone costiere e nei grandi centri abitati.
Con il passare dei giorni, infatti, il mare tenderà a scaldarsi ulteriormente, aumentando il contenuto di umidità nei bassi strati dell’atmosfera. In queste condizioni, la situazione può evolvere da caldo secco a caldo più opprimente, con effetti più marcati nelle ore notturne e una ridotta capacità di raffreddamento naturale.
È proprio questa fase che molti meteorologi monitorano con maggiore attenzione: se l’alta pressione dovesse mantenersi stabile oltre il weekend, il disagio fisiologico potrebbe crescere anche per effetto delle notti tropicali, dell’umidità in aumento e della minore dispersione del calore accumulato durante il giorno.
In presenza di ventilazione debole e cieli poco nuvolosi, il calore trattenuto da asfalto e edifici può contribuire a mantenere temperature elevate anche dopo il tramonto, rendendo più difficile il riposo e aumentando la durata complessiva della sensazione di caldo.

Quanto può durare l’ondata di calore
Le indicazioni a medio termine descrivono un campo di alta pressione ancora ben presente sul Mediterraneo anche nella prossima settimana. Al momento non emergono segnali netti di un cambiamento rapido e risolutivo capace di interrompere in tempi brevi la fase calda.
La durata effettiva dell’episodio dipenderà dall’eventuale ingresso di infiltrazioni instabili o dall’arrivo di correnti più fresche dal Nord Europa. Se tali elementi dovessero restare marginali, l’ondata potrebbe proseguire per diversi giorni, con una seconda parte potenzialmente più difficile da sopportare per un’ampia fascia della popolazione.
Per questo motivo, pur attendendo il picco termico tra domenica e lunedì, il caldo più opprimente potrebbe manifestarsi in seguito, quando all’elevata temperatura dell’aria si aggiungerà un contenuto di umidità maggiore, incidendo in modo più marcato sulla percezione del caldo e sulla qualità delle notti.
In un contesto del genere, l’evoluzione dei prossimi giorni sarà determinante per capire se la fase più critica resterà confinata al weekend o se, al contrario, si prolungherà con caratteristiche diverse, spostando l’attenzione dal solo dato termico alla combinazione tra temperatura, umidità e durata dell’evento.