Effetti attesi sull’Italia: cosa potrebbe accadere
In Italia, la presenza dell’alta pressione potrebbe tradursi in diverse condizioni a seconda delle aree geografiche:
• Zone alpine e appenniniche: temperature sopra la media, clima secco, neve scarsa fuori dalle quote più elevate.
• Pianure del Nord: maggiore rischio di nebbie dense e persistenti, possibili inversioni termiche con minime fredde ma giornate complessivamente stabili.
• Centro e Sud: clima mite, qualche addensamento locale, ma precipitazioni generalmente assenti.
Si delineerebbe quindi un Natale meteorologicamente tranquillo, lontano dall’immagine dell’inverno rigido, almeno secondo gli attuali scenari previsionali.
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Il ruolo decisivo del Vortice Polare: cosa può cambiare
Nonostante le proiezioni, resta aperta la variabile rappresentata dal Vortice Polare, l’enorme struttura atmosferica che domina l’inverno dell’emisfero nord. La sua stabilità o eventuale frammentazione può alterare rapidamente la circolazione a livello europeo.
Un Vortice Polare forte e compatto, come suggerito dalle attuali condizioni stratosferiche, tende a trattenere il freddo alle alte latitudini, limitando le irruzioni verso sud. Al contrario, eventuali disturbi improvvisi – come un riscaldamento stratosferico – possono ribaltare la stagione, aprendo la strada a ondate fredde anche intense. Al momento, però, non emergono segnali chiari di un cambiamento brusco entro Natale. Le proiezioni continuano a mostrare un quadro dominato dall’alta pressione e dalle anomalie termiche positive.
La previsione definitiva per il Natale 2025 richiederà ulteriori aggiornamenti nelle prossime settimane, ma la tendenza prevalente è già delineata dai principali modelli: stabilità atmosferica, temperature sopra la media e scarsa probabilità di freddo significativo.