Supercelle possibili tra Veneto e Friuli
Tra gli elementi monitorati dagli esperti figurano gli elevati valori di energia disponibile nell’atmosfera, che potrebbero superare i 3.000 J/Kg, e lo shear, ovvero la variazione del vento con la quota, previsto su livelli significativi. La combinazione di questi fattori può sostenere lo sviluppo di sistemi temporaleschi particolarmente strutturati.
In particolare, sulle aree pedemontane del Veneto e del Friuli-Venezia Giulia non viene esclusa la formazione di supercelle, temporali organizzati che possono produrre piogge intense, grandinate e forti raffiche di vento. Si tratta di una possibilità legata all’evoluzione locale dei fenomeni e alle condizioni presenti nelle prossime ore.
Maltempo nelle prossime ore: attenzione anche alle pianure
Il maltempo sui rilievi potrebbe rappresentare solo la prima fase del peggioramento. Il contrasto tra aria calda e correnti fresche continuerà infatti a mantenere un contesto favorevole a fenomeni improvvisi, con precipitazioni abbondanti e possibili grandinate.
L’attenzione riguarda anche le forti raffiche di vento e il possibile trasferimento delle strutture temporalesche verso le pianure. In queste zone, una minore inibizione atmosferica potrebbe consentire ai temporali di restare attivi più a lungo, aumentando il rischio di fenomeni persistenti e localmente dannosi.
Le prossime ore saranno quindi decisive per definire l’evoluzione del meteo in Italia: dal caldo intenso si potrebbe passare rapidamente a una fase di maltempo al Nord, con temporali di forte intensità soprattutto lungo le Alpi e nelle aree pedemontane.