
L’inverno sembra allentare la presa proprio quando febbraio si avvia alla sua ultima settimana. Dopo giorni segnati da piogge insistenti e cieli grigi, l’Italia ritrova una stabilità che profuma di primavera. Le carte meteorologiche parlano chiaro: l’alta pressione riconquista la scena e promette una parentesi di sole diffuso e temperature miti. Ma dietro l’apparente tranquillità si nascondono insidie meno visibili, pronte a riaffacciarsi nelle ore più fredde e nei grandi centri urbani.
Le previsioni per la settimana dal 23 febbraio al primo marzo delineano un quadro in netto miglioramento. Il maltempo che ha interessato diverse regioni si ferma, lasciando spazio a giornate luminose da Nord a Sud. Eppure, mentre il termometro sale e le giacche pesanti si alleggeriscono, torna un vecchio nemico delle pianure italiane: la nebbia, accompagnata dal rischio di un nuovo accumulo di smog.

Meteo: anticiclone protagonista e clima quasi primaverile
Il protagonista assoluto della settimana è l’anticiclone, che si rafforza sull’Italia e tiene lontane le perturbazioni atlantiche. Nella prima parte della settimana il quadro si presenta stabile, con cieli in prevalenza sereni o poco nuvolosi su gran parte del Paese. Solo nelle prime ore di lunedì si segnalano deboli piovaschi sul Nord-Est e qualche nevicata sulle Alpi orientali oltre i 1800 metri, fenomeni destinati a esaurirsi rapidamente.
Da martedì 24 febbraio fino almeno a venerdì 27, il sole domina la scena. Le temperature registrano un aumento sensibile, con valori diffusamente oltre i 15 gradi e punte che in alcune aree, come la Sicilia, potranno sfiorare i 20 gradi, ben al di sopra delle medie stagionali. Un’anomalia termica che restituisce all’Italia un assaggio di primavera anticipata.

Meteo e nebbia: l’altra faccia dell’alta pressione
Se da un lato il bel tempo favorisce spostamenti e attività all’aperto, dall’altro la stabilità atmosferica crea le condizioni ideali per il ristagno degli inquinanti. La combinazione tra aria ferma e umidità favorisce il ritorno della nebbia, soprattutto sulla Pianura Padana e nelle aree interne delle regioni centro-meridionali.
Le riduzioni di visibilità si concentreranno nelle ore notturne, al primo mattino e dopo il tramonto, con possibili disagi alla circolazione stradale e autostradale. L’assenza di ventilazione significativa, tipica dei campi di alta pressione, contribuisce inoltre all’accumulo di polveri sottili, riaccendendo il tema dello smog nelle grandi città del Nord. Una dinamica ben nota nei mesi invernali, quando la stabilità atmosferica impedisce il ricambio d’aria.
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